Avellino – Opere in città: le riflessioni di Matarazzo

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Avellino – “E’ un’opera, non invasiva, tesa a migliorare la disposizione ambientale delle varie essenze arboree, arbusti esistenti e da piantumare, a salvaguardare in pieno l’alveo del fiume e piena di contenuti (strutture sportive, piste ciclabili, zone pedonali e una serra)”. E’ la nota di avvio del presidente Fare Verde Pasquale Matarazzo: “Aggiungo che sarebbe necessario individuare un’area di stoccaggio per gli sfalci di potature (da poter utilizzare come concime) e di altri materiali riciclabili (plastica e vetro) in modo da ricavarne un utile da reinvestire nel parco.
Non trova il mio assenso e neanche quello degli abitanti del luogo, il progetto relativo a piazza Duomo, dove si vorrebbe realizzare un centro polifunzionale (da me definito un budello) che affiancato al Duomo dovrebbe fungere da ingresso all’area archeologica dell’ex seminario.
Se ricordo bene, inizialmente si era pensato di realizzare un ingresso scenografico ad opera del maestro De Conciliis (autore dello splendido murales posto nella chiesa della Ferrovia), opera meritoria rispetto a un manufatto che non rispetterebbe la storia della piazza, visto i palazzi Amoretta, Greco e Festa che vi si affacciano, oltre alla chiesetta di San Biagio, affianco alla quale, purtroppo, sorge un altro edificio di dubbia architettura (il palazzo parrocchiale).
Un’altra opera che non mi convince è la realizzazione di uno scalone che servirebbe da ingresso alla cavea (teatro all’aperto) che andrà a realizzarsi sul pianoro del castello, scala che deturperebbe il costone tufaceo dove si ergono le mura del maniero e in netto contrasto con le pietre millenarie.
Invito l’architetto Colucci a ripensare l’opera tenendo conto della ristrutturazione del castello di Montefredane (visitabile sul sito www.comune-montefredane.it cliccare su sito uno – la città – monumenti – castello – panoramiche) ove l’accesso al pianoro avviene da una torre, realizzata ex novo con pietre nuove e materiale di risulta recuperato da quello divelto dalle vecchie mura.
Se non sbaglio alla base del castello di Avellino, proprio in corrispondenza dei lavori del teatro all’aperto ci sono delle mura perimetrali che fanno pensare ad una preesistente torre, perché non realizzarne una simile a quella di Montefredane, sarà pure un falso storico, ma almeno è più rappresentativo di una scala.
La visione particolareggiata dei progetti ci permetterà di poter presentare, in seguito, delle osservazioni perché non vorremo che partecipare significhi accettare un progetto preliminare approvato in giunta che ha avuto da parte nostra delle osservazioni rappresentate a voce senza alcuna traccia scritta .
Il tutto nel reciproco intento di evitare le storture del passato che hanno cancellato in parte la nostra storia e il sentimento dell’appartenenza, ancora forte negli attuali abitanti della collina della terra che chiedono con forza la rinascita dei luoghi e la vivibilità degli stessi”.

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