Avellino – Olio, provenienza obbligatoria: Coldiretti soddisfatta

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Avellino – Finalmente dopo anni di battaglie in piazza ed in Parlamento grazie alla mobilitazione della Coldiretti i cittadini potranno sapere da dove proviene l’olio che consumano tutti i giorni. Soddisfazione viene espressa dal direttore della Coldiretti di Avellino, Giuseppe Licursi, che commenta positivamente l’emanazione da parte del Ministro delle Politiche Agricole Paolo De Castro del decreto sull’obbligo di indicare in etichetta la provenienza delle olive impiegate nell’olio vergine ed extravergine. “Di fronte alla necessità di tutelare la salute e la trasparenza dell’informazione ai consumatori ma anche per fermare le frodi e gli inganni, l’emanazione del decreto a prescindere dal parere della commissione europea è – precisa Licursi – u n importante atto di responsabilità del Ministro. L’obbligo di indicare la provenienza delle olive impiegate in etichetta previsto dal decreto è un contributo alla trasparenza per impedire – sottolinea la Coldiretti – di “spacciare” come Made in Italy miscugli di olio spremuto da olive spagnole, greche e tunisine, senza alcuna informazione per i consumatori. Un rischio reale se si considera che nei primi sei mesi del 2007 si è verificato un aumento record del 30 per cento degli arrivi di olio di oliva estero proveniente soprattutto da Spagna, Tunisia e Grecia, mentre la produzione nazionale è stimata in calo del 10 per cento rispetto allo scorso anno su valori di poco superiori ai 5 milioni di quintali, secondo le stime della Coldiretti. Di fatto, oltre la metà dell’olio “italiano” venduto sul territorio nazionale – spiega la Coldiretti – è spremuto da olive di cui non si conosce la provenienza che, grazie a l provvedimento, dovrà invece essere indicata in etichetta per fare finalmente chiarezza e consentire ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli. Il decreto prevede che sulle confezioni di olio d’oliva vergine ed extravergine siano indicati obbligatoriamente lo Stato nel quale le olive sono state raccolte e dove si trova il frantoio in cui è stato estratto l’olio”. Se le olive sono state prodotte in più paesi, questi andranno tutti indicati. Per i trasgressori sono previste multe fino a 9.500 euro. “L’obbligo di indicare l’origine in etichetta – afferma il presidente provinciale Carlo Pizza – consente anche di salvaguardare l’identità territoriale di un prodotto che è alla base della dieta mediterranea di fronte ad un preoccupante calo dei consumi familiari che in quantità nel primi sette mesi del 2007 si sono ridotti dell’1,2 per cento, secondo i dati Ismea Ac Nielsen”. “La norma per l’indicazione di origine in etichetta – conclude Licursi – consente di verificare oltre al marchio la reale origine delle olive impiegate e quindi anche di valorizzare gli oliveti irpini che possono contare su numerosissime piante, alcune delle quali secolari o situate in zone dove contribuiscono al paesaggio e all’ambiente”.

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