Avellino – Nuovo Psi: lettera aperta alla cittadinanza

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Avellino – Il Direttivo del Nuovo PSI scrive una lettera aperta alla città ed alla provincia. “Come è noto la classifica di diversi mesi fa, ante crisi, stilata da autorevoli testate giornalistiche economiche, davano la nostra provincia come una delle più attive del Meridione, addirittura in crescita economica rispetto ad altre. Sicuramente quella che faceva segnalare il dato positivo di maggior rilievo in Campania, come percentuale di crescita. Il merito è certamente di una classe di imprenditori, artigiani, commercianti e liberi professionisti, i quali prendendo il coraggio a due mani decidevano di mettersi in gioco e grazie alla tenacia, caratteristica virtù della gente irpina riuscivano ad ottenere egregi risultati, se si considera in quali condizioni si è costretti ad operare nella nostra terra, un tempo chiamata Campania felix. Questi coraggiosi operatori, però, non avevano fatto bene i loro conti, ovvero i conti con una burocrazia e delle Amministrazioni locali il cui atteggiamento è al dir poco disarmante! Alcuni esempi? I lavori nel capoluogo, i quali continuano a svolgersi senza programmazione, senza concertazione, senza tempi certi… chi avrebbe immaginato che dopo i lavori del corso, il patire per il tunnel, le lungaggini del cantiere di Piazza Kennedy e tante altre distorsioni si sarebbe aperta una lunga ferita nel centro cittadino? Proprio così! E’ stata bloccata via de Concilii all’incrocio con viale Italia! Quale periodo si è scelto? Ovviamente quello più piovoso dell’anno, durante il quale non è possibile organizzare turni di lavoro, anche notturni. Così si penalizzano anche i commercianti. Altro esempio di insana amministrazione? L’amministrazione provinciale che tra beghe e pettegolezzi non ha portato a termine il mandato cui era stata chiamata; E’ fino al momento del crollo che cosa aveva prodotto in concreto? Altro vivo esempio? La Regione Campania? Coacervo di sprechi, di presunte clientele e favoritismi, di assoluta svogliatezza o incapacità di affrontare i problemi seri, quali la Sanità o l’immondizia. E che dire delle Comunità montane, degli Enti di servizio e via dicendo? Allora succede che i coraggiosi, laboriosi e tenaci irpini che avevano deciso di ben operare si sono avviliti, si sono sentiti traditi ed abbandonati da quegli stessi Enti ed organizzazioni territoriali che credevano loro alleati; Hanno visto abbattersi su di loro, sui loro sacrifici, il loro futuro la scure della democrazia e la falce della mala amministrazione. Così gli encomiabili operatori sono stati trasformati in cavie e quel fenomeno positivo di crescita si è trasformato in fenomeno di recessione: Le chiusure delle attività fioccano, la disoccupazione riprende a correre ed il degrado si appropria delle nostre comunità!Grazie di cuore a chi ha amministrato senza alcuna sensibilità nei confronti dei cittadini e dei problemi delle nostre aree”.

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