Avellino – E’ tempo di profonde trasformazioni nell’Udc irpino. E d’altro canto sarebbe stato sorprendente il contrario dopo il terremoto consumatosi nell’arco del 2008. Trasformazioni, quelle in atto in questi giorni, che possono considerarsi come le naturali ‘scosse di assestamento’ per un… sisma che affonda le sue radici nel recente passato. Probabilmente nel periodo elettorale: con l’approdo al centro di Ciriaco De Mita prima – e non di una comparsa qualsiasi… – e con il risultato delle urne poi, da molti giudicato non certo esaltante. E così, arrivato il momento di riflettere, ognuno ha fatto le sue valutazioni. Tra i primi a muoversi Nino Musto, che proprio in queste ore ha ufficializzato il suo nuovo passo politico con la decisione di confluire insieme ai Cristiano Sociali nelle fila dell’Idv di Antonio di Pietro. “Siamo convinti – spiega l’ex Udc che domani terrà una conferenza in merito – che il miglior governo possibile per l’Irpinia passi per il centrosinistra, come la storia ha ampiamente dimostrato. In fondo la scelta di confluire nell’Idv è dettata da un obiettivo già perseguito ai tempi dell’Udc, e cioè quello di ricostruire un centro forte con lo sguardo rivolto a sinistra”. Poi cosa è successo? “Il deludente risultato elettorale ha dimostrato senza ombra di dubbio che ormai tra gli italiani è radicato il bipolarismo – ammette – e sarebbe stato insensato continuare ad insistere su questa strada”. Un ragionamento, quello di Musto, dal quale risulterebbe logica, anzi fisiologica, la scelta effettuata. E se servissero ulteriori motivazioni, non è certo difficile individuarle: “Sono bastati pochi mesi di governo – osserva con lo sguardo rivolto a Roma – perché si palesasse in tutta la sua preoccupante gravità il rischio che il meridione corre sotto la guida di Silvio Berlusconi. Tra tagli, riforme e federalismo fiscale si è materializzata la mannaia del centrodestra dalla quale bisogna sottrarsi quanto prima”. Di avviso diametralmente opposto, invece, un altro ex Udc: Francesco Pionati che – come fosse un segno del destino – ha parallelamente fondato l’Alleanza di Centro, andando a rinforzare così la coalizione del Pdl. “Francesco è un simpatico mestierante della politica – commenta Musto – Quando ha capito che l’Udc, complice la presenza ‘voluminosa’ di De Mita, non poteva rappresentare più il suo habitat, ha deciso di sposare quell’idea di centrodestra alla quale in verità è sempre stato intimamente legato”. E proprio a proposito di decisioni prese, chi invece manca all’appello per Musto è Antonio Bassolino, che dovrebbe avere il “coraggio di assumerne una importante”, cioè quella di dimettersi. “Non credo che lo farà – avverte – resterà attaccato alla poltrona come la sua storia politica ha sempre testimoniato”. Come dire: la nuova avventura inizia ma non saranno certamente tutte rose e fiori. (di Eddy Tarantino)
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