Avellino – “La provincia di Avellino è oramai ad un bivio: nelle prossime settimane la nostra classe dirigente sarà chiamata a definire una strategia concreta per creare sviluppo ed occupazione a favore del nostro territorio, oppure rischieremo, per l’ennesima volta, di non sfruttare a dovere i fondi che Unione Europea, Governo e Regione Campania mettono a nostra disposizione per l’arco temporale che arriva sino al 2013”. È questa la posizione del segretario provinciale Cisl Mario Melchionna che continua: “Ritengo che sia giunto il momento, anche in Irpinia, di definire un ritorno serio ad un metodo di programmazione negoziata; l’occasione, in tal senso, è costituita dal prossimo incontro che vedrà come parti protagoniste Cgil, Cisl ed Uil, Confindustria e l’amministrazione provinciale, nella definizione di un piano organico di rilancio per la nostra provincia. In questa sede, i rappresentanti politici, dovranno farsi carico di valutare con attenzione e di promuovere dinanzi alla Regione Campania le linee guida che le parti sociali hanno individuato e sottoscritto nel cosiddetto Tavolo di Governo. Mi riferisco, in modo particolare al monitoraggio delle problematiche relative alle reti idriche, alla potenziale filiera dell’automotive, alla valorizzazione dell’industria agroalimentare. Ma soprattutto, vorrei richiamare l’ attenzione sul connubio strategico che deve vedere protagonisti, per tali forme di investimenti, i centri di ricerca scientifica come il Cnr di Avellino e gli Atenei della regione, chiamati a dare un contributo qualificato, in attesa che anche la nostra terra si doti di un autonomo polo accademico”. Poi una panoramica sul passato della provincia: “In questi anni, l’Irpinia ha scontato gli effetti negativi di piani di intervento semplicemente annunciati e mai posti in essere, oppure attuati senza una seria logica di programmazione e di concertazione. Non possiamo e non dobbiamo più consentirci di sprecare tempo, fondi ed energie in una simile maniera. Il nostro territorio rappresenta ancora una risorsa, una fonte potenziale di occupazione e non solo una via di fuga per i nostri giovani, ma questo a condizione che sia finalmente compresa e valorizzata la sua vocazione produttiva. L’esempio tedesco ci dice come le zone dell’entroterra possano avere un ruolo strategico e non soltanto accessorio, rispetto ai grandi insediamenti industriali delle fasce costiere o fluviali. Occorre però assicurare infrastrutture adeguate e garantire alle industrie un supporto che solo università all’avanguardia possono offrire. Basta dunque con la logica della spesa pubblica fine a se stessa, puntiamo, invece, sulla produttività, sull’efficacia duratura degli investimenti pubblici. Su questo fronte, la Cisl sarà sempre pronta a vigilare per il rispetto degli obiettivi e degli impegni assunti, non facendo mai mancare il suo contributo di idee e di progetti”.
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