Avellino – Melchionna chiarisce la maxisanzione per il lavoro nero

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Avellino – L’impiego di lavoratori a nero, e precisamente non risultanti dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria, è punito con la sanzione amministrativa da euro 1.500 ad euro 12.000 per ciascun lavoratore, e maggiorata di euro 150 per ciascuna giornata di lavoro effettivo. “La circolare del Ministero del Lavoro – ha spiegato il segretario generale Filca-Cisl Mario Melchionna – ha fornito importanti chiarimenti sull’applicabilità della sanzione e in specifiche ipotesi di lavoro nero. Le sanzioni civili per omessa contribuzione non possono essere inferiori per ciascun lavoratore a euro 3000 prescindendo dalla durata del rapporto di lavoro. Si stabilisce come particolare novità che l’organo preposto a comminare la sanzione non è più l’Agenzia delle Entrate ma la Direzione provinciale del Lavoro territorialmente competente. I profili applicativi della maxi sanzione riguardano i lavoratori extracomunitari clandestini, lavoratori domestici, minori, collaboratori familiari, lavoratori autonomi e impiego di prestazioni d’opera qualificata artigiana e non. Il Ministero chiarisce oltre tutto che non è assolutamente indispensabile che il rapporto di lavoro sia necessariamente in nero al momento dell’accertamento, potendo, al contrario, risultare in nero un qualunque periodo antecedente alla data dell’accertamento nel limite massimo di 5 anni precedenti. È dunque evidente come contro il lavoro nero la direzione sia quella di un contrasto serrato in quanto è soprattutto forte la sua incidenza nella diminuzione degli infortuni sul lavoro. La direzione provinciale del lavoro territorialmente competente si dota di un’ulteriore strumentazione di contrasto ma emerge sempre come prioritario il potenziamento degli organi ispettivi e della loro azione sul territorio. Se in Irpinia il fenomeno dello spostamento della manodopera interprovinciale è un fenomeno consolidato e in forte crescita in edilizia con l’ingresso di imprese del casertano e del napoletano in grossi appalti tanto pubblici che privati, il controllo della regolarità del lavoro risulta essere fondamentale non solamente in ordine ad una regolarità contrattuale ma nella relazione stretta che esiste tra lavoro nero e sicurezza”.

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