Avellino – Tagli alla spesa farmaceutica: si segue la linea dura. E Federfarma sancisce la serrata: domani chiusi gli studi dei medici di base. La decisione è scaturita al termine della riunione del consiglio dell’Unione regionale, che ha attentamente analizzato la grave crisi del settore provocata dalle inadempienze della Regione Campania in materia di sanità. i motivi: i pazienti irpini possono spendere un massimo di 181 euro all’anno per curarsi mentre i napoletani hanno a disposizione 380 euro. Le decisioni adottate dalla giunta regionale della Campania in materia sanitaria segnano infatti un evidente criterio sperequativo. L’esecutivo Bassolino ha infatti paradossalmente penalizzato chi in termini di spesa è rimasto nei canoni fissati dalla regione e le conseguenze non sono state congrue: tanto per fare un esempio locale ospedali come il Moscati di Avellino non hanno la possibilità di assumere personale medico per un servizio essenziale quale quello di pronto soccorso. E in base allo stesso criterio arriva la decisione che i medici di base irpini definiscono ‘scandalosa’. Tra i pazienti esistono soggetti che non ricorrono mai all’assunzione di medicinali mentre altri a causa di particolari patologie ne hanno necessità: secondo le ultime decisioni giunte da Palazzo Santa Lucia i malati non hanno più diritto a curarsi perché il budget stanziato per loro è sufficiente per meno di un mese. Un criterio a dir poco discutibile contro cui i medici di base irpini stanno protestando da diverso tempo e che domani sfocerà in uno sciopero generale. Ad Avellino e provincia gli ambulatori dei medici di base resteranno chiusi, non verranno sottoscritte ricette ed i medici non effettueranno prestazioni tranne nei casi urgenti.
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