Avellino, l’ex sindacalista Ferrara: “Troppa precarietà nella città”

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“La vicenda dei lavoratori precari del Comune di Avellino è emblematica di una realtà che vede la città e l’intera provincia costrette a rinunciare a importanti professionalità a causa dell’immobilismo di una politica e di una burocrazia incapaci di decidere e di favorire opportunità di crescita e di sviluppo. I recenti dati diffusi dall’Istat ci dicono infatti che dal 2007 ad oggi, sono stati ben 10mila gli irpini che hanno lasciato la propria terra: un dato tanto più inquietante se si considera che larga parte di questi emigranti sono in possesso di un diploma o di un laurea, esattamente come i lavoratori precari che il Comune ha utilizzato traendone un riconosciuto beneficio in termini di qualità dei servizi erogati ai cittadini e alle imprese”.

La nota dell’ex sindacalista Enrico Ferrara continua: “Il risorgente fenomeno dell’emigrazione, dunque, priva Avellino e l’Irpinia di risorse umane e intellettive: una perdita di eccellenze e di dinamismo che è alla base dell’impoverimento culturale ed economico del territorio. Di fronte a tale situazione non è immaginabile rifugiarsi in dichiarazioni astratte o nel politichese. La mia personale esperienza sindacale mi portò già una decina di anni fa a confrontarmi con un’analoga emergenza, allor quando decine e decine di lavoratori socialmente utili rischiarono di trovarsi senza lavoro e senza prospettive. In quel frangente CGIL, CISL e UIL seppero trovare la giusta determinazione e la necessaria sinergia per vincere le resistenze di una parte della politica e dare vita all’A.C.S., una risposta concreta al dramma che in quel momento stavano vivendo quei lavoratori e le loro famiglie. Allo stesso modo oggi, invito tutti i candidati di ogni schieramento a impegnarsi pubblicamente ad approvare – come primo atto della nuova consiliatura – un provvedimento concertato con le organizzazioni sindacali che offra una soluzione ai lavoratori precari e servizi sempre più efficienti ai cittadini.”

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