Avellino – Lettera aperta di Rotondi “all’amico” sindaco

0
252

Avellino – Dopo le dimissioni da assessore all’Urbanistica rassegnate questa mattina dall’esponente della Quercia Antonello Rotondi, questa sera una missiva. In seguito al ‘congedo’ dal sindaco, dunque, Rotondi si congeda anche dall’amico. E lo fa attraverso parole che non hanno alcun bisogno di commento. Questo il testo integrale della lettera: “Caro Pino, nell’aver rassegnato formalmente al sindaco le dimissioni dalla carica di assessore comunale all’Urbanistica, non posso esimermi dal rassegnare all’amico il senso più profondo della mia amarezza e le ragioni di una scelta. Alla luce dei commenti poco edificanti e della cecità di chi vuole, a tutti i costi, strumentalizzare la mia vicenda politica il contenuto di questa missiva destinata a te, diviene gioco forza una lettera aperta. Leggo con profondo rammarico le dichiarazioni rese alla stampa, che ancora una volta sottovaluti il significato del mio gesto liquidandolo con “motivazioni riconducibili ad una questione personale all’interno del partito dei Ds” e cosa ancor più grave non riconoscendo a me “… la capacità di realizzare il compito affidatomi”. Nessuno meglio di te e di chi con me ha lavorato e creduto nella realizzazione del Puc sa quanto tutto ciò sia falso! Ho sottolineato con vigore durante l’assemblea pubblica tenuta martedì 11 c.m. presso il Centro Sociale, la mia estraneità a faziosità di partito rivendicando la mia anima riformista e ricordando all’uditorio, alla stampa ed a quanti avessero orecchie per ascoltare e non giudicare aprioristicamente, il duro lavoro svolto nell’unico incontrovertibile intento di rendere un servizio alla città di Avellino. Ho parlato di un metodo Rotondi, non per mera autogratificazione, ma perché vox populi, la dialettica, il confronto, l’apertura a tutti hanno caratterizzato il mio mandato (puro memento: insieme abbiamo illustrato il PUC nelle circoscrizioni!). Ed ho puntato il dito con forza su di te, perché troppo grande è stata la delusione nell’aver dovuto tristemente constatare (rendo merito all’uomo, al medico, ma non al politico) la tua difficoltà di fare sintesi, di stare nei problemi, di tutelare la tua squadra, nell’esercizio di quel potere discrezionale che dovrebbe essere la chiave di volta di ogni amministrazione che si rispetti, lungi da qualsivoglia interesse di partito, per non incappare nella solita giostra di Mangiafuoco. Io da quella giostra ho deciso di scendere, perché la forza di un uomo è nella sua libertà! Con affetto…”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here