Avellino – La Sinistra si interroga per ricreare la Sinistra..unita

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Avellino – La sinistra deve fare, o meglio ricostruire, la sinistra. E’ questo il messaggio che emerge univocamente dall’assemblea di oggi, tenuta presso il Centro Sociale ‘Samantha Della Porta’ e che ha visto la partecipazione di numerosi esponenti nazionali e locali delle diverse coalizioni di sinistra, dei sindacati e della società civile. All’ordine del giorno la legge Finanziaria, il protocollo d’intesa su welfare e pensioni, le votazioni referendarie e la manifestazione del prossimo 20 ottobre. “Le questioni di breve periodo – come le ha definite Gennaro Migliore, capogruppo del Prc-Se alla Camera dei Deputati – quelle che necessitano priorità d’intervento e massimo impegno politico nell’immediato, ma che non devono distogliere l’attenzione sugli obiettivi a più lunga gittata”. E fra questi, in primis: “La costruzione di una forza coesa per una nuova stagione politica – ha continuato – una coalizione che superi le ‘vecchie’ polemiche e le eccessive frantumazioni e che finalmente dia voce ai deboli, ai non rappresentati, al contrasto alla logica d’impresa, troppo a lungo vincente, alla tutela dei diritti umani, ovunque”. Una nuova ‘ragione di vita’, dunque, che veda nel superamento delle incomprensioni intestine la sua quintessenza. Lo hanno detto, tra gli altri, il segretario provinciale del Prc, Gennaro Imbriano – “Partire dal confronto di contenuti per mettere in campo dei processi unitari e diffonderli sul territorio. C’è bisogno di una sinistra che parta dal basso e dia risposte concrete alla gente” – e Nicola Cicchetti, segretario provinciale del PdCI: “Attenzione al tranello che vuole la sinistra irrimediabilmente spaccata – ha avvertito – Dobbiamo partire dal rapporto diretto con la gente, in opposizione al ‘verticismo’ che sta ponendo in essere il Pd”. Lo hanno espresso, con qualche precisazione, anche Gianluca Festa, presidente provinciale dei Verdi e Giancarlo Giordano presente all’incontro con Michele D’Ambrosio, coordinatore provinciale di SD. Il primo ha confermato l’assenza del ‘Sole che ride’ dalla manifestazione del 20 ottobre: “Al di là del metodo – ha spiegato – c’è la consapevolezza del confronto, aperto anche allo Sdi, come slancio per quell’unità che appare allo stato attuale ancora complicata”. Il secondo ha invece sottolineato l’importanza dello strumento della condivisione diretta: “Auspico che crescano e si susseguano le occasioni di confronto. Non bisogna far finta che non ci siano problemi e sarà un cammino duro, ma è nostro obbligo perseguire l’unità in un paese che non può permettersi di perdere la sinistra”. Ottimismo, ancora, da parte del senatore del Prc-Se, Raffaele Tecce: “Ci sono tutte le condizioni per un ‘blocco sociale’ – ha rassicurato – che cambi finalmente le cose dopo 25 anni di politica liberista dai risultati catastrofici”. E in questo senso ha riportato alcuni dati Istat sul fenomeno dell’emigrazione: 10mila giovani all’anno lasciano il meridione per andare a lavorare al nord e di questi almeno la metà decide di non tornare. In 10 anni sono oltre 800mila coloro che complessivamente hanno scelto di emigrare. Disagio e arretratezza generale del paese hanno invece riguardato l’intervento di Giovanni Valente, (Segreteria nazionale del PdCI), che non senza spirito di autocritica ha ammesso come “anche la divisione della coalizione abbia contribuito al drammatico stato politico-sociale”. A rappresentare la voce dei lavoratori, Maurizio Landini (Segreteria nazionale Fiom-Cgil) attraverso un intervento particolarmente apprezzato dalla platea in sala. Landini, spingendo a più riprese sul problema politico della rappresentanza e sul distacco tra istituzioni e cittadini, ha puntato l’indice contro il capitalismo filoamericano, definito: “senza stato sociale. Un modello dove il lavoro diventa merce e l’impresa decide e regola il paese”.
Queste dunque le considerazioni di fondo alla base delle prossime iniziative della sinistra. E in questo senso è emersa una prima forma di compattezza nel definire la finanziaria un importante passo in avanti nella tutela delle fasce più deboli, ma avvertendo pure l’innegabile necessità di migliorarla e perfezionarla. Così come sulla manifestazione di piazza – “Una forma di protesta contro la manovra e non contro il governo” – è stato da più parti precisato. E proprio l’accordo sul welfare e gli emendamenti alla finanziaria così come la capacità di fronteggiare il precariato, saranno i primi, imminenti e fondamentali, banchi di prova. (di Eddy Tarantino)

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