Avellino – Incendio a Campo Genova: per gli inquirenti è dolo

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Avellino – Uno scenario desolato è tutto ciò che rimane del rogo di venerdì sera all’isola ecologica di campo Genova. Scongiurato, almeno al momento, il disastro ambientale che ha subito rievocato alla mente lo scempio dell’Irm di Manocalzati. Secondo i primi rilevamenti effettuati da un’equipe di tecnici dell’Arpac non ci sarebbero gravi conseguenze per il suolo e per l’aria. La quantità di diossina sprigionata dal fumo della combustione del materiale ingombrante, infatti, non risulterebbe rilevante. “Nonostante siano andate totalmente incendiate 200 tonnellate di materiale di scarto – spiega Cosimo Barbato direttore dell’Arpac di Avellino – le conseguenze non sono state delle peggiori. L’impatto ambientale è stato minimo, ma per poter ottenere risultati definitivi bisognerà attendere il responso delle ultime campionature”. Ma se da un lato si è evitato il disastro ambientale, anche grazie al tempestivo intervento delle squadre dei Vigili del Fuoco, dall’altro emergono inquietanti risvolti sulla messa a norma dell’impianto di via Annarumma. Dopo una ispezione dei caschi rossi, infatti, non è stato individuato alcun dispositivo di sicurezza in caso di incendio. In tutta l’area sono stati ritrovati alcuni estintori e un idrante non funzionante. Ma Angelo Romano, presidente dell’Asa precisa: “Campo Genova non è un sito di stoccaggio, ma solo un’area adibita a deposito temporaneo prima che il materiale venga portato al Cdr”. Per l’Ente di Viale Italia, si preannunciano pesanti sanzioni amministrative e i sigilli del sito. Intanto è stata avviata un’inchiesta da parte della Questura di Avellino sulle cause dell’incendio. La pista seguita dagli inquirenti è quella del dolo, anche se sul luogo del disastro e nei due cassoni andati in fiamme, non sono state rinvenute tracce di liquido infiammabile o altro combustibile. Secondo la testimonianza di un dipendente, incaricato alla chiusura dei cancelli di Campo Genova, le fiamme si sarebbero propagate in pochi istanti inghiottendo vecchi mobili e materassi accatastati nei maxi contenitori.

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