Tra il disordine che regna sempre più sovrano, tra le paure dovute agli spettri di una corsa nei campionati professionistici che potrebbe terminare, emerge sempre e comunque l’amore dei tifosi. Di quanti con trepidazione sono in attesa di conoscere le sorti del lupo. Un Avellino tra la vita e la morte, ma che nessuno vuole lasciar ‘finire’ senza aver fatto nulla. Forse manifestazioni, bandiere e sciarpe non servono a sbloccare questa difficile situazione, ma sono un forte segnale, un chiaro messaggio per chi non ha capito l’importanza della ‘1912’, di una passione che per tanti è motivo di orgoglio e ragione di esistere. ‘Che confusione sarà perché ti amo’ è lo stornello che spesso viene intonato da chi con calore segue la squadra che rappresenta le proprie origini. E proprio per questo motivo, dopo la manifestazione delle scorse settimane, gli striscioni sotto la Provincia e davanti casa del Sindaco Galasso, quello dei Southern su cui campeggia la scritta … “Io non vivo senza Avellino”, ad Atripalda si è deciso di colorare Piazza Umberto I in segno d’affetto nei confronti di quella ‘ragazza’ chiamata Avellino. L’Irpinia non abbandona il proprio amore che sta vivendo giorni difficili, i più tristi dei 97 anni di storia. Nel caos c’è un’unica certezza: il tifo, il legame indissolubile di questa terra nei confronti di una maglia che è stata sbiadita dagli ultimi risultati, ma che comunque è considerata da tutti come una seconda pelle. Per il momento, per l’avvenire alcuna novità. L’auspicio è che in serata ci siano risvolti positivi, per sperare ancora in un lupo nel torneo di terza serie.
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