Avellino – Uniti. Cisl, Cgil, Uil, Ugl insieme per lanciare l’ennesimo grido dall’allarme: i lavoratoti irpini sono stati depauperati della dignità umana e personale a causa della politica troppo occupata alla “…spartizione di poltrone che ai bisogni di chi a fine mese non ci arriva”.
Il corteo di precari, cassintegrati, disoccupati, studenti ed esponenti del mondo sindacale è partito da piazza Kennedy per arrivare in via Verdi dove vibrante è stata la protesta.
Il fronte di mobilitazione ha visto impegnati i segretari provinciali di Cgil (Vincenzo Pretruzziello), di Cisl (Mario Melchionna), di Uil (Franco De Feo), di Ugl (Costantino Vassiliadis), Lina Lucci, segretario regionale della Cisl, Manuela Iandolo per il mondo della scuola precaria e Antonio Oliviero della Rsu dell’Ugl della Fma.
Circa duemila le persone scese in piazza. Presenti anche alcune amministrazioni comunali, tra cui quella della città capoluogo, con i gonfaloni. Molti anche gli esponenti politici che hanno preso parte allo sciopero: il senatore De Luca, il sindaco Galasso, il consigliere comunale Gerardo Melillo, Gerardo Adiglietti per il Pd, Generoso Bruno, Gennaro Imbriano.
Per le sigle sindacali: Luciano Vecchia, Michele Caso, Giuseppe Zaolino, Nino Altieri.
“Tutta l’Irpinia del lavoro è qui. – ha tuonato Oliviero della Rsu – I dati in nostro possesso sono allarmanti: 7300 operai in cassintegrazione ordinaria, oggi straordinaria. Il mondo Fiat ha sul filo del rasoio 15mila dipendenti e anche noi dell’Fma rischiamo di non poter assicurare più un futuro alle nostre famiglie. Manca un piano progettuale per rilanciare lo stabilimento di Pratola. Noi non siamo in concorrenza con le altre industrie collegate all’indotto Fiat, noi vogliamo solo lavorare. Attendiamo con ansia il 21 dicembre quando Marchionne incontrerà il Governo per stabilire un piano industriale. Quello che chiediamo è che ci siano un progetto regionale, una piattaforma anticrisi ed una proposta per far fronte ad un’emergenza che ormai ci vede allo stremo”.
Parola poi al mondo del precariato, quello scolastico, che ha subito maggiormente l’effetto della scure dei tagli. “Abbiamo il diritto al lavoro. – ha tuonato Manuela Iandolo della Uil – Siamo stanchi di affollare graduatorie e credere in una stabilizzazione labile e che non ci sarà. Abbiamo difficoltà a mantenere le nostre famiglie. La Campania è la più colpita con -8mila posti di lavoro di cui 800 solo ad Avellino. 6200 insegnanti hanno perso il lavoro e 1800 dipendenti Ata sono rimasti a casa. Questo solo per l’anno scolastico in corso. In totale sono 57mila quelli attuali, 41mila quelli tagliati per il prossimo anno e 34mila per il 2011/2012. In tre anni verranno liquidati 131mila addetti all’istruzione. Siamo stanchi della commercializzazione del sapere che arricchisce solo le Università. L’istruzione sta perdendo il proprio ruolo. Ok al decreto Ronchi, all’innovazione portata, ma non basta per sanare il precariato”.
Altre riflessioni, poi, affidate a Vincenzo Petruzziello, segretario provinciale della Cgil: “Voglio porgere i miei auguri all’operaio che da ieri è in fin di vita dopo un volo di 12 metri e voglio lanciare l’ennesimo grido d’allarme al Prefetto di questa città affinché esca dal torpore e convochi immediatamente quel Tavolo di Sicurezza che attendiamo da due mesi. Questa qui presente è l’Irpinia che non ha voce ma che si fa sentire. È l’Irpinia dei deboli, dei precari, degli studenti, di chi non arriva a fine mese. Un quarto della popolazione irpina vive tra mille difficoltà. Dove sono le proposte? Dov’è la politica? Noi saremo sempre vigili perché la crisi c’è e non si può nascondere tanto meno arginarla con l’ottimismo… L’ottimismo non ci dà da mangiare! La nostra proposta è quella di rilanciare la piattaforma unitaria, quella avviata lo scorso primo maggio, perché avevamo preventivato gli effetti della crisi nonostante lo spiraglio di ripresa. Il Mezzogiorno soffre. Il Governo ci ha tagliato fuori dai fondi Fas e cancellato la provincia di Avellino dai Cipe. La nostra classe politica deve fare qualcosa, non ci importa la collocazione. Lo dico ai rappresentanti del Senato presenti (De Luca, ndr) siete anche voi irpini. Non prendete impegni di facciata perché non servono. Creiamo poli di eccellenza nelle nostre terre, risolleviamo l’agroalimentare, nostro punto di forza ma polverizzato, puntiamo sull’ecologia in Alta Irpinia e su quanto c’è di buono. Chiediamo che la Provincia convochi un Consiglio aperto dove proporre idee. Non abbiamo amici né nemici politici, noi valutiamo i nostri rappresentanti per come si comporteranno e per gli impegni che sapranno mantenere”.
Conclusioni affidate al segretario regionale Cisl, Lina Lucci: “Mentre la politica litiga è il mondo del lavoro a pagare le conseguenze. Nessuno ha chiaro che la Campania è nelle mani della criminalità ed il Governo ci ha abbandonato. E la responsabilità è della politica di destra, di sinistra e del centro. Quale modello sociale ha in mente questo Governo? Siamo gli ultimi per indicatori di povertà e fatturato. La Sanità e i Rifiuti sono commissariati e cosa si sta aspettando per intervenire? Cosa altro deve accadere in Campania? La politica regionale e locale deve fare un bagno d’umiltà perché questo sarà un Natale triste per i nostri lavoratori e per tutti”.
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