Avellino – Il Fiorellino: “Non saremo noi a consumare la rottura”

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Avellino- Il centrosinistra irpino è ‘affondato’. Nulla può risanare quello che non si presenta più come uno ‘strappo’ ma come una vera e propria ‘rottura’. Attacchi duri che non mancano mai di risposte altrettanto ferme. E sembra che l’incontro di Fontanarosa abbia rappresentato l’occasione per mettere la parola fine, forse questa volta in maniera irreversibile, al sodalizio che fino ad ora aveva tenuto uniti Margherita e Ds. “Resta da capire – ha affermato Giuseppe De Mita – il riflesso che questa situazione avrà sulle amministrazioni del centrosinistra, sia a livello provinciale che comunale. Il rapporto di coalizione oramai si può dire che non esista davvero più”. Ed il giovane De Mita mostra chiaramente di non aver apprezzato ‘le reazioni’ dei Ds, puntando il dito su ‘prese di posizione’ che di politico avevano ben poco. Secondo il responsabile degli Enti Locali nel corso dell’incontro della scorsa settimana, l’on. Ciriaco De Mita aveva sferrato i suoi attacchi soffermandosi comunque su una situazione prettamente politica. Nel comizio della Quercia a Fontanarosa, invece, di politico c’era ben poco: secondo il partito di via Tagliamento si è trattato prevalentemente di una aggressione che si è spinta ingiustificatamente sul piano personale. Ora si valuterà la situazione caso per caso per capire fino in fondo la resistenza della coalizione sul territorio. In caso negativo non ci sarà più nulla da fare. La crisi è aperta. E non poteva essere diversa la reazione all’indomani di un incontro in cui non si è risparmiato nulla e nessuno. Da D’Ambrosio a Giusto nessuno ha mancato di affondare la lama in una ferita che difficilmente potrà guarire. “Il vero problema è nelle Primarie di Paternopoli. – ha affermato nell’incontro fontanarosano l’on. D’Ambrosio – Qualcuno ha fatto il nome di De Mita. Un nome che proprio non poteva essere pronunciato. Il risultato? Ora anche le riunioni di sezione dei Ds dovranno essere fatte con il suo assenso”. Metafore fin troppo chiare da parte dei vertici diessini che, in una piazza surriscaldata, hanno dichiarato guerra aperta ad un “Napoleone abbattuto che consuma le sue giornate nella memoria dei giorni passati”. Un excursus generale che ha investito in pieno anche il caso Fontanarosa. Non ha avuto peli sulla lingua, l’on Giusto, nel porre una legittima domanda ai cittadini: “Perchè nel 2001 su questo stesso palco eravamo presenti soltanto io, Flammia e Ciriaco De Mita? Sarò io a spiegarlo: perché l’ex sindaco De Lisa o il vice sindaco Di Blasi non erano considerati dalla Margherita uomini abbastanza rappresentativi”. Ora, però, la situazione appare nettamente capovolta: “Al momento sono io l’uomo nero, o meglio l’uomo rosso… il nemico della coalizione. I ghettizzati sono tornati alla ribalta e i Ds sono diventati nuovamente scomodi. La mia vera colpa, forse, è soltanto una: non ho il crisma del battesimo di Nusco”. Insomma, nulla, né da una parte né dall’altra, è lasciato all’immaginazione. Il messaggio arriva forte e chiaro. Dalla cultura dei padroni a quella baronale uno scambio di accuse che si conclude con due messaggi: da un lato “Mai più con i comunisti”, dall’altro “Mai accordi con la ditta De Mita”.

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