Avellino – I funerali di Salvatore Vicino

0
10

Avellino – E’ stata effettuata ieri mattina l’autopsia sul corpo di Salvatore Vicino, vittima dell’attentato che si è consumato giovedì notte in via Seminario. I funerali del 44enne saranno celebrati il 31 dicembre presso la chiesa di Sant’Alfonso Maria dè Liguori in Rione San Tommaso. Si prevede una cerimonia funebre blindatissima.

Omicidio Vicino: è caccia al killer
Sarebbe stato uno sgarro alla camorra il movente che ha condotto all’omicidio di Salvatore Vicino, 44enne pregiudicato avellinese che l’altra sera è stato stroncato in via Seminario, nel centro storico cittadino. Un regolamento di conti maturato nello stesso clan Partenio, di cui Vicino faceva parte, o addirittura all’interno di uno dei clan del napoletano dove il 44enne intratteneva qualche legame. Gli inquirenti non tralasciano alcuna pista e finora hanno ascoltato ben 21 persone legate in qualche modo alla vittima. L’uomo stava rincasando quando è stato bersagliato da cinque colpi di pistola, tre dei quali sono andati a segno. Ad attenderlo nella sua abitazione l’attuale compagna, una 23enne avellinese, conosciuta qualche mese fa attraverso amicizie comuni. I due progettavano addirittura l’apertura di un pub in contrada Quattrograna. Ma per Salvatore Vicino non si tratta del primo agguato. Nel settembre del 1985 si trovò coinvolto nell’attentato in cui rimase ferito il cugino Antonio, boss del napoletano morto nel 2000 sempre vittima di un attentato. In quella occasione Salvatore ebbe la fortuna di scamparla e sfuggire ai colpi di pistola. Ma, nonostante un passato poco chiaro, Salvatore aveva deciso di cambiare vita e chiudere il proprio debito con la giustizia. Aveva infatti preso in seria considerazione l’idea di trasferirsi all’estero e lavorare in maniera onesta ma, nonostante le intenzioni, non aveva mai lasciato la sua terra d’origine. Intanto si è aperta una vera e propria caccia al killer. I Carabinieri hanno già effettuato un sopralluogo nell’abitazione della vittima alla ricerca di elementi utili alle indagini. Molti i fattori che fanno riflettere: tanto per cominciare l’assenza di testimoni. In secondo luogo l’insolita assenza di alcune persone che non sono state trovate la scorsa notte nelle proprie abitazioni. Nelle prossime ore, intanto, verrà effettuata l’autopsia sul corpo di Salvatore che attualmente si trova presso la casa mortuaria dell’Ospedale Moscati.

Ucciso 44enne. La moglie venne trovata carbonizzata sul Terminio
Delitto in città. Durante la notte, in pieno centro, è stato ucciso, con due colpi di arma da fuoco, Salvatore Vicino. L’uomo, pluripregiudicato affiliato al clan Partenio, stava probabilmente rientrando a casa, in via Seminario a pochi passi dal Duomo, quando due colpi a distanza ravvicinata lo hanno freddato nella sua Smart. L’agguato è avvenuto intorno alle 22.30 e al momento sembra non ci sarebbero testimoni. Il 44enne, secondo gli investigatori, non avrebbe avuto neanche il tempo di difendersi. Gli uomini del Comando Provinciale dei Carabinieri, guidati dal Capitano Mirante, hanno rinvenuto nei pressi dell’auto altri tre bossoli, ora al vaglio della scientifica. L’uomo, noto alle cronache per essere stato condannato in primo grado per associazione mafiosa, spaccio di stupefacenti e armi, aveva perso diversi anni fa la moglie all’inizio degli anni ’80.Venne trovata carbonizzata in un auto sui tornanti del Terminio. Quell’omicidio risulta ancora oggi tra i casi irrisolti della cronaca nera in Irpinia.

Indagini serrate per risalire al colpevole
Proseguono in maniera serrata dalla scorsa notte le indagini per risalire al responsabile dell’omicidio di Salvatore Vicino. Le ricerche sono state avviate dai Carabinieri del Reparto Operativo di Avellino, coordinate dal Procuratore della Dda di Napoli, Franco Roberti e dalla sostituta Antonietta Troncone. Diverse sono le ipotesi al vaglio degli inquirenti: dal regolamento di conti maturato all’interno del clan ad una potenziale vendetta di natura passionale. Le Forze dell’Ordine hanno già interrogato nel corso della notte i familiari della vittima mentre alcuni pregiudicati, ritenuti in qualche modo collegati all’episodio criminoso, sono stati sottoposti alla prova dello stube.La pistola dalla quale sono partiti i colpi risulta una Beretta calibro 9 semi-automatica. L’uomo, noto per essere stato condannato in primo grado per associazione mafiosa, spaccio di stupefacenti e armi, aveva perso diversi anni fa la moglie, una giovane parrucchiera di Avellino, trovata carbonizzata all’interno della sua auto: una brutale vendetta rimasta senza colpevoli,tra i delitti ancora senza un nome della cronaca irpina, sulla quale gli investigatori cercano possibili collegamenti utili alle indagini sull’agguato della scorsa notte. Dalla morte della consorte Vicino viveva da solo in un appartamento del centro storico cittadino e ufficialmente non aveva stabili legami sentimentali.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here