Avellino – Governincontra: le proposte dell’Ugl

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Avellino – La venuta di autorevoli esponenti del Governo in Irpinia può e deve rappresentare una carta importante che il territorio deve giocarsi.
Ed allora, responsabilmente, l’Ugl cerca di interpretare il suo ruolo cercando di affermare quello che da sempre sostiene, ovvero che occorre portare il proprio contributo con proposte pur sapendo che sicuramente non saranno né ultimative né risolutive. “Non crediamo – ha spiegato il segretario Generale Michele Cavaliere – che questo sia il momento di lasciarsi andare a forme di contestazione. Al Governo invece intendiamo sottoporre, qualche proposta sotto forma di quesito perché l’aver individuato Avellino come tappa del programma itinerante, è già motivo di orgoglio per l’attenzione prestata”.

LOGISTICAAvrebbe un senso qualora ci fosse una economia forte e, quindi, automaticamente una richiesta di servizi a completamento. La logistica in Irpinia nasce su un intersnodo per la mobilità delle merci. Ben vengano i famosi corridoi di congiunzione est – ovest, strada dei due mari, brevità dei commerci con l’Oriente dal porto di Bari. Ma faremmo il bene della Puglia, con conseguente contrazione dei traffici marittimi dei porti di Napoli e Salerno. Bisogna capire, allora, i reali benefici che comporterebbe all’economia irpina la logistica: ciò è primordiale rispetto al fumus progettuale, senza dimenticare l’enorme forza lavoro rappresentata dall’autotrasporto pesante che pure rappresenta un peso non indifferente nell’economia nostrana. Parlare così della logistica, ci lascia perplessi. Bisognerebbe avere più chiara la visione dei reali benefici e sulle progettualità concrete, sulle reali incidenze che tali progettualita avrebbero sul territorio. L’obiettivo, dicevamo, sarebbe quello di creare un polo logistico che sia snodo per la Regione, in un’ottica di sviluppo dei mercati sull’asse est – ovest. E nasce dall’analisi della difficile situazione infrastrutturale dell’Irpinia, che frena lo sviluppo industriale della Provincia.

AGRICOLTURA e TURISMOSono le risorse su cui puntare nel futuro; recuperare queste due fonti uniche di economia tradizionali è inderogabile. Da non sottovalutare che l’Irpinia è considerato il più grosso bacino idrografico d’Europa, le cui acque alimentano l’Acquedotto Pugliese e tutto l’hinterland napoletano. Eppure in Irpinia il Consorzio Idrico Alto Calore ha dichiarato lo stato d’emergenza. Occorre allora razionalizzare il sistema con interventi strutturali, dove la Provincia di Avellino abbia un ruolo specifico e non solo di sottomissione alle volontà altrui. L’invaso di Conza e l’Ente che lo gestisce necessitano di una più fattiva partecipazione attiva degli Enti territoriali e non solo come soggetti che subiscono le volontà.

FONDI FASL’impegno che l’Ugl chiede al Governo è di destinare una quota all’Irpinia per la realizzazione immediata di opere infrastrutturali, anche immateriali quali ad esempio reti telematiche e l’Adsl, in alcune zone ancora un miraggio, ma con progetti cantierabili e tempi di attuazione certi che porterebbero immediata occupazione sul territorio.

OCCUPAZIONE GIOVANILEDramma dell’Irpinia, con l’emigrazione dei cervelli migliori, in cerca di fortuna altrove. Avellino è una Provincia autodipendente, attività in crisi su scala mondiale. Occorre trovare fonti alternative di occupazione, bisogna tornare ad investire sulle risorse e sulle ricchezze che gli antichi decantavano: terra e sole. Un’agricoltura di qualità è possibile in territori non sfruttati come le colline irpine, a condizione che esse siano preservate dai rifiuti, nel senso che si individuino soluzioni alternative alle discariche in Alta Irpinia.

DISTRETTI INDUSTRIALIAl Governo chiediamo di intervenire per porre fine all’agonia dei due Distretti, quello Conciario di Solofra, ed il Distretto Tessile di Calitri, la cui agonia continua. (di Nicola Manzione)

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