Avellino – Emergenza rifiuti, Barbato avverte: “Pericolo epidemie”

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Avellino- Il Governo ha deciso, le discariche sono state individuate, ma i problemi non sembrano essere risolti. Anzi, siamo appena all’inizio di quello che si prospetta come uno dei periodi più difficili dell’anno per quel che riguarda l’oramai tristemente famosa “emergenza rifiuti”. A lanciare l’allarme, questa volta, il presidente dell’ Arpac di Avellino Cosimo Barbato, preoccupato dal periodo di “vacatio” che il servizio di smaltimento rifiuti avrà dalla chiusura della discarica di Villaricca all’apertura del nuovo punto di raccolta di Savignano Irpino. “La situazione non è certamente delle migliori e, al momento, non sembra destinata evolversi per il verso giusto”. Così esordisce Barbato, che avverte: “La discarica di Savignano deve essere preparata e allestita. Un’ operazione che richiede diverse settimane. Se consideriamo che il 26 maggio la discarica di Villaricca chiude, ci rendiamo conto che ci troveremo in un periodo di crisi difficile da affrontare in cui non ci sarà nessun servizio”. Dalla chiusura di Villaricca all’apertura di Savignano dunque, il presidente dell’Arpac prevede “almeno 20 giorni di stasi in cui l’emergenza raggiungerà il suo massimo”. Inoltre, l’aumento delle temperature e l’arrivo delle prime giornate “estive” non fanno che accrescere le preoccupazioni. Si teme infatti il rischio del diffondersi di epidemie. “Nelle settimane in cui non ci sarà il servizio di raccolta rifiuti, con il caldo e la sporcizia, il rischio del diffondersi di epidemie e infezioni è senza dubbio molto alto”. Come tutelarsi dunque? “Il semplice cittadino – continua Barbato – purtroppo non può fare nulla”. Le soluzioni sembrano essere due: nella prima ipotesi, la più percorribile, i sindaci dovranno attrezzarsi per individuare all’interno dei propri Comuni delle aree di stoccaggio temporaneo per far fronte alla crisi. La seconda ipotesi prevede invece l’imballaggio dei rifiuti e la spedizione con treni speciali al di fuori dell’Italia. Questa ipotesi però sembra più una vana speranza che una seria possibilità, in quanto non ci sono né il tempo né i soldi necessari per predisporre un’operazione del genere. A confermarlo è lo stesso Barbato: “Non credo ci sia la possibilità economica di sostenere questa spesa”. Toccherà ai sindaci, a quanto pare, risolvere l’emergenza. L’Arpac a questo proposito, inviò un comunicato a tutti i sindaci dei 119 Comuni irpini “preparandoli” alla crisi, oramai alle porte.(Giuseppe Matarazzo)

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