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“Uno scioglimento anticipato sarebbe traumatico – ha introdotto Barra – A ridosso delle elezioni, poi, un’iniziativa di tal portata appare alquanto pretestuosa. Qualcosa a questo punto chiaramente non quadra”.
Dalla sede del Pd la patologia diagnosticata trova la sua cancrena in una crisi della politica e soprattutto della democrazia. Ma se il popolo è sovrano è al popolo stesso che si dovrà rispondere.
“Il ruolo dell’opposizione in una amministrazione è fondamentale perché se non c’è opposizione non c’è democrazia. Se da parte della minoranza viene meno il ruolo di proposta questo è indice di una lampante crisi del concetto stesso”. Un sintomo ancora più grave quando si verifica all’interno di un’Istituzione. In sintesi, il crollo di una amministrazione è un “lusso” che la città non può permettersi e che ricade negli schemi non del progresso della dialettica ma della fuga dalle responsabilità.
Distinzioni, poi, anche tra la mozione di sfiducia e le dimissioni di massa. “Una mozione rientra nell’ambito della dialettica politica. Un documento su cui discutere genera comunque un confronto. Le dimissioni di massa, invece, non hanno una motivazione politica e sono del tutto ingiustificate”. In sintesi, il ruolo dell’opposizione è “… fare opposizione, non scardinare le istituzioni”. Il ‘male’ che sta investendo il capoluogo irpino secondo D’Avanzo ha radici lontane nello spazio e nel tempo ma le ripercussioni si stanno abbattendo su Avellino, diventato capro espiatorio di una scissione registrata esclusivamente a livello nazionale. “Se si cercano firme per arrivare ai cosiddetti 21 non è politica ma solo una ripicca da parte di chi vuole a tutti i costi far cadere questa amministrazione. Siamo arrivati ad un inutile stillicidio”.
Senza poi tralasciare le grosse responsabilità che una scelta del genere comporta. “Chi oggi vuole mandare a casa Galasso, ieri ha fatto la stessa cosa con Di Nunno”.
Un excursus storico ma anche un monito legato all’antico detto ‘non c’è due senza tre’.
Chiaro, secondo i democratici, il disegno, così come chiaro è il deus ex machina, figura imponente che a detta dello stesso D’Avanzo fa sentire la propria mancanza nell’attuale panorama politico dei democratici: “Ho sostenuto De Mita per 40 anni – ha continuato– tutti siamo stati al suo fianco. Combatterci è una vera assurdità”. Ancor più paradossale, secondo l’esponente di Palazzo di Città, è stato l’atteggiamento del leader nuscano: “Ha criticato Gargani e Bianco perché piuttosto che combattere all’interno del partito hanno deciso di abbandonarlo. Ma lui ha fatto la stessa cosa. Ci ha instradato in un percorso, lo ha abbandonato ed ora si scaglia contro chi non lo ha seguito”. A questo punto…attendere per credere!