Avellino – Il dopo-Consiglio tiene ancora banco…soprattutto tra le fila della minoranza. Libera Città, dopo l’approvazione del Conto Consuntivo con soli 15 voti, passa all’attacco e analizza le note dolenti che hanno caratterizzato la scorsa tornata consiliare. “Il centrosinistra avellinese è in evidente crisi. – ha spiegato il leader di Libera Città Antonio Gengaro – Il sintomo più chiaro si è manifestato durante la scorsa pubblica assise, quando, in seconda seduta con 15 voti a favore su 30, la maggioranza ha avallato il Bilancio. Nonostante l’importante passaggio e l’alto valore del documento contabile, il gruppo di Galasso ha palesato nuovamente tentennamenti e quindi poca possibilità di andare avanti”. Una carrellata di ‘indizi’ che lasciano trapelare la frattura dell’Unione avellinese. Caso parchimetri ed aree di sosta. “Dalla loro istituzione – spiega Gengaro – la minoranza ha condotto una dura battaglia contro l’individuazione delle zone destinate al posteggio delle auto. Per i residenti con un più vetture poteva rappresentare una premialità per la prima auto oppure concedere delle aree gratuite per lo stazionamento soprattutto al centro. Anche le tariffe sono state concepite erroneamente, affidando la gestione a delle cooperative sociali che praticano costi esosi. In città la sosta costa 70 centesimi, in periferia 1 euro. Trovo che questa sia una manovra per arricchire la cassa comunale e non per agevolare la mobilità cittadina. Non c’è convenienza per l’automobilista, tant’è che ancora oggi la sosta selvaggia regna in corso Vittorio Emanuele e in viale Italia”. Altra spina nel fianco per l’amministrazione Galasso: il teatro comunale Carlo Gesualdo. “La lottizzazione del Cda – illustra ancora il capogruppo di Libera Città – mostra l’ennesima defaillance della maggioranza e della politica irpina in generale. La qualità del cartellone è scadente, perché alla base non c’è un progetto culturale condotto da persone qualificate. Per poter elevare la fondazione del Gesualdo ai massimi livelli sarebbe opportuno amalgamarla con la realtà del Conservatorio ‘Cimarosa’. Perché non potenziare i talenti irpini? E poi… dove sono gli Enti regionali e provinciali? Credo che alla base del fallimento del teatro ci sia anche il disinteresse degli organi sovracomunali che non collaborano alla gestione e alla promozione del parterre”. Una soluzione al malessere, secondo il capogruppo di Libera Città, ci sarebbe: “il rinnovamento della classe dirigente potrebbe condurre la città al risveglio rispetto al sonno politico-amministrativo che ha portato Avellino allo sfascio. E’ giunto il momento che la vecchia classe dirigenti abbandoni il palcoscenico amministrativo. Il sistema politico avellinese è ancora legato ai grandi nomi che padroneggiano dall’alto delle loro poltrone. Fin quando gli elettori voteranno ‘i soliti’ la nostra città sprofonderà negli abissi dell’apparato diplomatico campano, fortemente penalizzata da chi non vuol fare politica ma solo clientelismo”. (marma)
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