Avellino – Comune, Freda (Margherita): “Uniti sì, ma…”

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Avellino – Maggiore sinergia tra Consiglio, Giunta e sindaco. La Margherita ritrova la compattezza nel giorno della verifica, concedendo piena fiducia a Galasso. Unità dunque sul piano politico -relativamente alla questione Giunta- anche se resta ancora ‘aperta’ la sollecitazione degli otto ‘volenterosi’ del Fiorellino sui temi Commissione Urbanistica e doppio incarico di Enza Ambrosone. Una sollecitazione che sarà inevitabilmente ripresa a conclusione dei lavori congressuali. Termine ultimo dell’impegno finora rispettato. “La nostra è una battaglia di moralità – spiega il consigliere comunale della Margherita Pino Freda -. Rispetto alla verifica, abbiamo sentito la necessità di affrontare una riflessione costruttiva, attraverso l’individuazione di alcuni punti ideologici e programmatici”. L’obiettivo: “Sostenere l’attività amministrativa dell’Ente Comune, riconoscendo, allo stesso tempo, ruoli e funzioni dei consiglieri (espressione dell’elettorato) nell’ottica di un maggiore protagonismo istituzionale”. Insomma, nessuna modifica in Giunta (come stabilito dal numero uno di Piazza del Popolo). O meglio. Nessuna, per il momento. “La Margherita consiliare – continua Freda – ha espresso responsabilmente la propria posizione anche a fronte della delicata situazione che si respira a palazzo di Città. Ciononostante, gran parte del gruppo si era pronunciato in merito all’azzeramento dell’Esecutivo (non all’avvicendamento dei tecnici) a metà legislatura, come stabilito. Questione (costata la sospensione del consigliere Mimmo Palumbo) sulla quale ritorneremo una volta chiarite quelle impellenti”. Come pure, i casi “Presidenza Commissione Urbanistica e il doppio incarico (capogruppo e segretario cittadino della Margherita) di Enza Ambrosone”. Situazioni che saranno affrontate dopo il Congresso provinciale del Fiorellino come prevedeva l’impegno assunto con il leader Ciriaco De Mita. E sulla questione dirigenti, Freda precisa: “Valuteremo la relazione del Direttore Generale Ugo Andreotti: se dovessimo ritenere opportuno mettere mano alla macchina burocratica, lo faremo (e non certo perché a propinarlo sono stati i Ds). Altrimenti tutto resta com’è”. Intanto domani, in sede di verifica, la parola passerà proprio alla Margherita. (di Marianna Morante)

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