Avellino, città-discarica: l’appello di una mamma al Gabibbo

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Avellino, da città-giardino a città-discarica. Una considerazione prontamente sottoposta all’occhio clinico di chi fa dei disservizi il proprio mestiere. E così l’Irpinia dei rifiuti approda sulle reti mediaset. E precisamente sulla scrivania della coppia Greggio-Hunziker. Ci ha pensato Maria Letizia, una mamma di Avellino ‘costretta’ a vedere ogni mattina gli slalom della figlia per raggiungere la sede della succursale del Liceo Imbriani di via Pescatori. “Gli amministratori sono latitanti – spiega in una lettera inviata alla nostra redazione con tanto di documentazione fotografica -. La cosa sorprendente è che il sindaco di Avellino, nonché medico, abita nel fabbricato di fronte alla succursale dell’Imbriani, pertanto non può non vedere i cumuli di immondizia e soprattutto non ‘sentirli’. I rifiuti soggiornano a un metro dalle finestre di questa scuola che è allocata nei vani seminterrati e i miasmi si infiltrano anche a finestre chiuse. Oltretutto tali locali non sarebbero idonei ad ospitare classi di ragazzi. Ci sono infiltrazioni e sono umide. Durante i mesi invernali non sono riscaldati poiché il fabbricato è provvisto di riscaldamento centralizzato, pertanto anche la scuola segue gli orari di accensione del condominio. In poche parole alle 9.00 del mattino i termosifoni sono spenti (A chi giova la quota condominiale che la Provincia paga per il riscaldamento?). Ma al freddo si rimedia con i cappotti, di fronte alla pericolosità dell’immondizia in decomposizione non c’è cappotto che tenga”.

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