Avellino città cantiere: senza parcheggi e senza idee.

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Cantieri Avellino
Cantieri Avellino

Nella città in cui spuntano come margherite i cantieri delle opere pubbliche, le aree di sosta per le auto, le moto e perfino le biciclette sono in via di estinzione.

Alla fine di aprile aprirà il cantiere per la riqualificazione delle aree a verde e dei marciapiedi di contrada Baccanico.

Qualche giorno fa, invece, la commissione edilizia integrata ha approvato con qualche prescrizione il progetto definitivo per la riqualificazione ambientale e urbana delle aree esterne dell’ex Mercatone.

In contemporanea, dovrebbero partire anche gli interventi di manutenzione straordinaria di 10 arterie strategiche del centro e della periferia come via Carducci, il rione Corea, contrada Chiaire e contrada Bagnoli.

Ma di parcheggi di interscambio, aree di sosta e multipiano, spazi adibiti al parcheggio dei ciclomotori e rastrelliere a norma per le biciclette neanche a parlarne.

Se la ratio di tutto questo fosse «via le auto dal centro e sosta consentita soltanto in periferia» come accaduto qualche anno fa nella Londra di Ken “il rosso” Levingston vorrebbe dire che Avellino si sta candidando a diventare città europea.

Visto che non sembra così, sarebbe utile capire qual è la visione dell’amministrazione comunale che non è ancora in grado di dotarsi di corsie ciclabili, zone a traffico limitato, aree pedonali e di sosta attrezzate.

Dopo 13 anni di gare, progetti preliminari, perizie di variante e polemiche varie si è arrivati nel febbraio di un anno fa all’annullamento in autotutela del parcheggio interrato di piazza Libertà.

Un progetto di finanza che non sarebbe costato nulla alle casse comunali perché realizzato dalla mano privata della Quick Park di Napoli e che adesso, invece, costerà all’amministrazione comunale 420 mila euro di transazione.

Operazione, per di più, non ancora avviata da palazzo di Città che ha saltato il pagamento della prima trance da 200 mila euro prevista per lo scorso febbraio.

«L’obiettivo prioritario dell’amministrazione è quello di realizzare la riqualificazione di piazza della Libertà. Per questa ragione abbiamo scelto di procedere verso una transazione per la risoluzione della querelle con la Napoletana parcheggi» ha spiegato più volte l’assessore agli Affari legali Anna Rita Marchitiello.

Ma intanto, con la chiusura per lavori della piazza e con l’apertura del cantiere per l’urbanizzazione di corso Europa, sono centinaia i posti auto che mancano all’appello.

L’amministrazione Foti pensò allora di attrezzare le zone esterne all’ex Mercatone per ospitare una grande area di sosta a ridosso del centro anche per dare un senso al Tunnel, nato e finanziato come sottopasso alla viabilità di accesso ai parcheggi interrati di palazzo Ercolino e, appunto, Mercatone.

Ma il progetto presentato in commissione non sembra contemplare ancora questa possibilità o almeno si preferisce non parlarne per il momento.

Poi è arrivata la volta del parcheggio in via Piave, nell’area di fianco l’ex Scuola “Dante Alighieri” che fa il paio con l’ipotesi di attrezzare meglio Campetto Santa Rita, dove però sono stati dislocati i mezzi pubblici delle compagnie private e quelli della Sita che si rivolgono agli utenti della valle dell’Irno e del salernitano.

Morale della storia?

Non c’è un’idea chiara e concreta di come attrezzare la città per la sosta delle auto, in centro come in periferia, tant’è che ad oggi non esiste ancora un piano sosta a servizio della mobilità urbana che sia anche capace di segnalare agli automobilisti più distratti le aree dove lasciare la propria vettura.

Se è vero, come dice l’assessore Marietta Giordano, che «gli automobilisti vanno educati ad un utilizzo consapevole dell’auto» e bisogna dire «stop alla sosta selvaggia e al congestionamento del traffico in città» è arrivato il momento di varare un piano sosta all’altezza delle premesse, capace di invogliare gli automobilisti a lasciare la propria auto in aree di parcheggio attrezzate per godersi la città a piedi.

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