Avellino – Centro Alzheimer: i rappresentanti chiedono garanzie

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Avellino – Chi vuole chiudere il Centro Alzheimer di Avellino? Questa è la domanda che i rappresentanti del centro si stanno ponendo da tempo e attraverso una nota provano a dare delle spiegazioni. “Nessuno, noi crediamo. Eppure alcune vicende recenti ci hanno fatto venire un dubbio sulla possibilità che il Centro Alzheimer di Avellino possa venir chiuso perché impossibilitato a svolgere la sua insostituibile attività. Complice l’estate, che riduce il personale in genere. Ma la malattia non va in vacanza, anzi con il caldo peggiora e peggiorano le condizioni di operatività sui pazienti”. Tra l’altro: “Gli operatori osa sostengono spese per raggiungere il Centro (vengono dalla provincia) e con la riduzione del loro orario di lavoro ciò che guadagnano non copre neanche le spese del viaggio quotidiano”. Ma non basta. “Il Centro Alzheimer è sorto e si mantiene per la caparbietà di alcuni operatori, (medici, osa, infermieri professionali) che lavorano tra mille difficoltà. Gli standard per la riduzione dei costi in sanità hanno deciso che l’Alzheimer non è più una patologia in espansione e che le cure familiari (non domiciliari, si badi) devono bastare. Alla malattia, dunque, si aggiunga il disagio sociale delle famiglie!”. “La sanità pubblica – conclude la nota – deve garantire un diritto costituzionale, deve offrire un servizio di qualità adeguata a tutti, su tutto il territorio nazionale, nel momento in cui serve”. Perché: “Il servizio sanitario pubblico è necessario ed obbligatorio l’assistenza è il core business dell’azienda sanitaria”.

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