Avellino celebra la festa della Repubblica, ricordando Mameli

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La città di Avellino celebra la Festa della Repubblica. L’appuntamento per la cerimonia dell’Alzabandiera, da parte dei militari della caserma “Berardi”, è alle ore 10.00 in Piazza della Libertà, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose, oltre che delle associazioni combattentistiche. In piazza sarà presente anche la banda “Città di Avellino”, diretta dal maestro Carmine Santaniello. Alle 10.15 in Via Matteotti, il sindaco Galasso deporrà una corona d’alloro dinanzi al Monumento ai Caduti. Alle 17, infine, si terrà la cerimonia dell’Ammainabandiera. In occasione delle celebrazioni per la Festa della Repubblica, il Comune di Avellino ha realizzato un manifesto commemorativo dedicato all’Inno di Mameli, distribuito, tra l’altro, in tutte le scuole elementari della città. “Il manifesto – spiega il sindaco Galasso – va a completare un percorso ideale avviato dall’amministrazione due anni fa sui simboli dell’Italia. Nel 2005 abbiamo realizzato un primo lavoro illustrando l’emblema della Repubblica. Lo scorso anno è toccato alla Bandiera mentre quest’anno abbiamo inteso puntare sul Canto degli Italiani, pubblicando integralmente il testo di Goffredo Mameli ed una breve storia del componimento che da 150 anni è l’Inno ufficiale della nostra Patria”. Di seguito i testi sulla storia dell’Inno, sul poeta Goffredo Mameli e sul musicista Michele Novaro presenti sul manifesto.
Il Canto degli Italiani
Il Canto degli Italiani, più noto come Inno di Mameli, fu scritto nel 1847 dal giovane patriota genovese Goffredo Mameli. La forza dei versi e la melodia in crescendo ne fecero, in breve, il canto più in voga durante il Risorgimento e negli anni successivi. Nel 1862, nel suo Inno delle Nazioni, Giuseppe Verdi affidò ai versi del Canto degli Italiani il compito di simboleggiare la Patria. Il 12 ottobre 1946 l’Inno di Mameli divenne l’inno della neonata Repubblica Italiana.
Il poeta
Poeta e soldato, liberale e repubblicano, Goffredo Mameli dei Mannelli nacque a Genova il 5 settembre 1827. Convinto patriota, si avvicinò a Giuseppe Mazzini e, nel 1847, compose i versi de Il Canto degli Italiani. Fu protagonista delle insurrezioni contro gli Austriaci nel 1848 a Milano e sul Mincio e, nell’anno successivo, fu a Roma a difendere la città dai Francesi. Il 6 luglio 1849 morì a causa di un’infezione conseguenza di una ferita alla gamba sinistra. Le sue spoglie riposano nel Mausoleo Ossario del Gianicolo.
Il musicista Nato a Genova il 23 ottobre 1818, Michele Novaro, fu tenore, compositore e maestro dei Teatri Regio e Carignano. Liberale convinto, unì la sua arte alla passione politica, musicando numerosi canti patriottici ed organizzando spettacoli per finanziare le azioni dei garibaldini. Il suo carattere schivo lo portò a non trarre alcun beneficio dai suoi componimenti al punto che morì povero il 21 ottobre 1885. Le sue spoglie riposano nel cimitero di Staglieno, di fianco alla tomba di Mazzini.

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