Avellino – “Non convincono le motivazioni addotte dall’assessore Iermano per spiegare l’assenza nel capoluogo, di iniziative dedicate alla Festa della Liberazione. Il riferimento alla già programmata mostra “Dal fascismo alla Repubblica” e all’esigenza di unificare i due eventi non giustifica infatti il silenzio assoluto osservato dall’amministrazione di Avellino in occasione del 25 aprile”. E’ l’intervento di Luigi Caputo, membro del comitato regionale del Prc. “Ricordiamo che non più di due mesi e mezzo fa lo stesso assessore intervenne attraverso un manifesto pubblico accompagnato da ampie esternazioni, per promuovere il “Giorno del ricordo” e per sostenere la proposta di AN, poi approvata dal Consiglio Comunale, per l’intitolazione di una strada ai “martiri delle foibe”. In base ai comportamenti oggettivi si può pertanto concludere che per l’assessore alla cultura la ricorrenza del 25 aprile, festa nazionale, che rievoca la liberazione dall’Italia dal nazifascismo, la fine della guerra, l’alba della democrazia, l’origine dello Stato repubblicano e della sua Costituzione, è meno importante del neo-istituito “Giorno del ricordo”. Abbiamo poi appreso, dalle dichiarazioni di Iermano, che nel mese di maggio ad Avellino proseguiranno le visite ai cunicoli longobardi, con tanto di accompagnamento di pianoforte e viola. Prendiamo atto dell’idea che evidentemente l’assessore ha del proprio settore: l’obiettivo è assicurare lo svolgimento di un insieme di eventi, unitamente alla massima visibilità personale. Senza entrare nel merito di tale programmazione, ci permettiamo di ricordare all’assessore che il 25 aprile non è un appuntamento del cartellone degli spettacoli, né la mera occasione per una bella conferenza stampa, ma una ricorrenza che unisce memoria e presente, un momento di festa e di riflessione”.
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