Avellino – Non tutte le scelte della amministrazione Galasso sono condivisibili. Soprattutto se si parla di opere pubbliche. Il fiume di parole di Pino De Lorenzo, attuale capogruppo del Campanile ma possibile figliol prodigo del PdL, scorre verso un’unica direzione ed un unico interrogativo: sono lavori realmente necessari? In rassegna, quasi fosse una campionaria di ciò che non va in città, l’esponente udeurrino analizza, dal suo punto di vista di cittadino e rappresentante politico, le grandi opere in cantiere. Si parte dal sottopasso di piazza Libertà. “E’ un’opera che sicuramente poteva esser evitata e che, come prevedibile, sta creando non pochi disagi. C’è chi si è innamorato del progetto ed ha voluto a tutti i costi realizzarlo. Visto l’andamento dei lavori, io fermerei il cantiere e terrei solo l’apertura ai parcheggi interrati. È inutile andare avanti così. E poi c’è un altro aspetto da evidenziare. In molte città i tunnel sono stati dimessi perché ritenuti dequalificanti ed antistorici. Perché ad Avellino non si è tenuto conto di ciò? Ero e sono contrario alla realizzazione del progetto”. Piazza Kennedy, altro punto della città in via di restyling che ha suscitato le polemiche di cittadini ed ambientalisti. “Un altro tentativo malriuscito di cambiare volto alla città. È pur vero che l’opera va vista solo una volta ultimata, ma i pilastri di cemento sono antiestetici e non hanno nulla di naturalistico. Il parco poteva esser realizzato in altro modo, così è solo un pugno nell’occhio”. E poi c’è la triade dei grandi ‘mostri’ realizzati ma non funzionali: autostazione per il stazionamento dei pullman di linea, la Bonatti ed il Mercatone. Si tratta di progettazioni riconducili al piano di recupero cittadino post-terremoto ma che di fatto non hanno sortito la giusta fruibilità. “L’autostazione di via Colombo, nonostante sia ultimata da tempo, è ancora chiusa. Credo sia da rifare. Chi l’ha progettata ha avuto poca lungimiranza e soprattutto ha guardato al futuro con la mente del passato. Lo stazionamento di alcune tipologie di bus è praticamente impossibile. Altri soldi buttati”. Mercatone: il gigante malato che da anni attende una cura. “Quale fine? Dovrebbe esser la sede del Comando dei Vigili Urbani, invece si è ancora in attesa di capire la reale destinazione. Non era meglio darla in gestione all’Air per la realizzazione di un parcheggio multipiano con scale mobili e garage per i residenti? Poteva essere una buona risoluzione alla congestione del traffico, invece l’idea è naufragata. Questo è un errore commesso nel 2004 e che avrà le sue ripercussioni”. Bonatti: teatro di sinistri, di abbandono e di morte. “Una strada partorita male e realizzata con i fondi che dovevano esser destinati alla riqualificazione del Fondovalle Fenestrelle, ma poi l’opposizione degli ambientalisti fece saltare il progetto. Se non si interviene con lavori di manutenzione e con l’installazione di lampioni e segnaletica sarà sempre una strada incriminata”. In città, il dibattito si apre sul Castello e sulla metropolitana leggera. “Uno dei pochi monumenti di Avellino è stato deturpato dalla scala di acciaio che si è voluta per accedere ai ruderi del Castello. È mancato stile, poteva esser scelto un altro materiale”. E sulla metrò: “Adesso che gli avellinesi hanno apprezzato la pedonalizzazione del Corso, come si può tornare indietro e mettere in circolo i bus? Spostare o deviare il percorso a Corso Europa è poi utopico. Si rischierebbe di intasare ancora di più un’area già ostruita da palazzi e parcheggio”. Sempre secondo De Lorenzo, la pianificazione di metropolitana e Corso andava inquadrata in un’altra ottica, abbandonando il progetto dell’amministrazione Di Nunno. Passaggio anche sulla riqualificazione delle periferie e di quelle zone cittadine lasciate nel degrado. “Le periferie continuano ad essere quartieri-dormitori. Era questa la nuova città? Strade centrali come via Pironti o via Roma sono diventate terra di nessuno. Perché non si interviene? Escludendo Corso Vittorio Emanuele non vedo nulla di buono”. (di Marianna Marrazzo)
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