Avellino al TFN: ecco cosa può accadere al processo sportivo

Avellino al TFN: ecco cosa può accadere al processo sportivo

23 Dicembre 2019

di Claudio De Vito. Inizierà alle 11 presso il Tribunale Federale Nazionale il processo sportivo che vede l’Avellino imputato a titolo di responsabilità oggettiva per il presunto coinvolgimento dell’ex dirigente Luigi Carbone, ritenuto dalla Procura Federale un abituale frequentatore di sale scommesse – con ipotesi di alterazione delle gare della squadra biancoverde – ma non uno scommettitore.

Secondo quanto emerso dall’atto di deferimento infatti la condotta contestata dal capo della Procura Giuseppe Pecoraro e dal procuratore aggiunto Giuseppe Melaragni non violerebbe il divieto di scommesse di cui all’articolo 24 del Codice di Giustizia Sportiva, bensì ‘soltanto’  i “principi della lealtà, della correttezza e della probità in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva” ex articolo 4, comma 1. Così stando le cose, la sanzione prevista dal Codice è un’ammenda o al massimo uno o più punti di penalizzazione.

Ecco perché la Procura Federale non potrà spingersi oltre quando andrà a formulare le sue richieste di condanna.  Dal canto loro le difese di Carbone e dell’Avellino proveranno a smontare il castello accusatorio, le cui fondamenta sono tutte da verificare alla luce del non tesseramento di Carbone all’epoca dei fatti contestati (febbraio-giugno 2019) e delle ignote coordinate temporali della foto – che ritrae lo stesso Carbone all’interno di un centro scommesse del capoluogo – a corredo dell’esposto acquisito dalla Procura.

In più non è da escludere che il legale del club biancoverde Eduardo Chiacchio possa presentarsi in aula con un’eccezione procedurale riguardante le indagini che, se accolta, farebbe slittare l’udienza. Dagli ambienti societari continua a trapelare un moderato ottimismo anche perché non vengono contestati a Carbone combine o tentativi di truccare una o più gare. Incoraggiante il precedente da un punto di vista del quadro accusatorio: durante il processo Money Gate, la Procura chiese l’esclusione dal campionato di Serie B dai lupi che poi furono prosciolti da ogni addebito per mancanza di prove rilevata dal collegio giudicante del TFN.