Avellino Calcio – Riesplode la guerra con il Comune

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Sotto il fuoco incrociato della contestazione dei tifosi e travolto dalla querelle sullo stadio riesplosa con toni tutt’altro che pacati. L’Avellino si riscopre tartassato e senza pace in un momento in cui invece necessiterebbe di ritrovarsi a tutti i livelli, tecnico e societario.

E’ andata in onda ieri l’ultima puntata del tira e molla con il Comune sulla convenzione relativa all’utilizzo del Partenio-Lombardi, un documento dagli scenari ampi che ingloba su tutte il contenzioso sul dare e avere. Da Palazzo di Città hanno fatto sapere – direttamente dalla viva voce dell’assessore al patrimonio Paola Valentino interrogata dal consigliere di opposizione Francesca Di Iorio – che l’Unione Sportiva Avellino è debitrice di circa 800mila euro.

Una morosità dei canoni pregressi che partono dal 2009 e che, secondo la presa di posizione del consigliere Di Iorio, si è trascinata già al momento della stipula della convenzione attualmente in essere, datata 2013. In quella sede, l’Avellino avrebbe dovuto saldare il debito già contratto di 350mila euro in quattro anni di gestione affinché si procedesse alla firma del documento per l’utilizzo dell’impianto di contrada Zoccolari da parte dell’Avellino.

Insomma, l’opposizione ha incalzato durante il question time di ieri in Piazza del Popolo giungendo addirittura a rilevare l’abusivismo dell’Avellino nella fruizione del Partenio-Lombardi. Ancora,  la delibera commissariale 210 vieterebbe la compensazione tra i canoni dovuti e i costi per i lavori effettuati, sulla quale i tecnici del Comune e quelli dell’Avellino starebbero ragionando da un po’ di mesi a questa parte. Tradotto: il Comune non farà sconti. Fin qui le risultanze dell’Ente comunale.

L’Avellino, dal canto suo, ha risposto per le rime attraverso un comunicato diramato in serata invocando al più presto l’allestimento di un tavolo tecnico per fare valere le proprie ragioni. Ragioni di credito, che secondo le stime del sodalizio di Piazza Libertà sarebbe addirittura superiore a quello quantificato dal Comune a proprio favore.

Avellino e Comune di nuovo in guerra. Una guerra per la verità soltanto sopita e che di tanto in tanto torna inasprendo la dialettica tra le parti in causa. Un dialogo altamente compromesso destinato ad aprire scenari clamorosi a suon di azioni legali. Con la costruzione del nuovo stadio ormai lontana anni luce sullo sfondo.