Avellino Calcio – Il Renato Curi arena di tabù e retroscena

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Claudio De Vito – Vedi Perugia e devi faticare per strappare un risultato positivo. Lo insegnano i dodici precedenti dell’Avellino al “Renato Curi” contro la squadra biancorossa che vanta un bilancio nettamente a proprio favore. Sette infatti i successi del grifo a fronte di quattro pareggi ed una sconfitta nello storico degli incroci in terra umbra.

Ma la striscia della tradizione negativa biancoverde al “Renato Curi” si allunga se si considera anche il playout di Serie B del 4 giugno 2006, quando l’Avellino fu costretto a traslocare a casa del Perugia per via della squalifica del proprio campo. Fu 2-0 per l’Albinoleffe di Emiliano Mondonico con la gara di ritorno – che pur terminò 3-2 per i lupi – ampiamente compromessa.

Perugia dunque dice male all’Avellino che ha gioito soltanto nella stagione 1993/94 di C1. Allora i biancoverdi espugnarono le mura perugine con una doppietta di Francesco Libro. Da allora due pareggi e tre sconfitte, l’ultima lo scorso 16 aprile per un precedente pienamente in linea con il tabù “Renato Curi” e condito da un retroscena.

La sconfitta per 2-0 (Aguirre, Belmonte) maturata nell’occasione convinse l’allora tecnico dell’Avellino Dario Marcolin a rassegnare le dimissioni nel post partita. Giunto alla quarta partita in corso d’opera, Marcolin, duramente contestato dai tifosi a Perugia, aveva conquistato fino a quel momento soltanto un punto.

Accadde tutto negli spogliatoi del “Renato Curi”: la comunicazione istantanea al club, il colloquio ed il rientro immediato dello stato di crisi con il ritiro delle dimissioni verbali. Le crepa però si era ormai aperta e alla successiva sconfitta interna con il Trapani (1-3) Marcolin fu esonerato per far posto nuovamente ad Attilio Tesser il quale in due gare condusse la barca in porto.

Tabù e retroscena a Perugia dove l’Avellino torna con la speranza di imporsi. Missione tutt’altro che semplice alla luce del magic moment della formazione di Cristian Bucchi reduce da due successi di fila su Spal e Frosinone. Con l’entusiasmo ritrovato dal gruppo di Domenico Toscano e la carica dei tanti tifosi biancoverdi attesi in Umbria però nessun traguardo è precluso.