Marcolin cambia ancora: il suo Avellino-ter ha l’impronta di Tesser

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Dario Marcolin si appresta a variare il terzo modulo in quattro partite sulla panchina di un Avellino ancora all’asciutto di vittorie sotto la sua gestione, iniziata lo scorso 22 marzo all’indomani dello scivolone interno con la Ternana.

Fu l’ultimo atto dell’era targata Attilio Tesser che improvvisamente tornerà d’attualità in occasione dell’impegno con il Perugia di sabato. Marcolin infatti ha in serbo il ritorno al 4-3-1-2 di matrice tesseriana, assetto strutturalmente congeniale alla squadra biancoverde come ha dimostrato il secondo tempo della partita con il Pescara.

Bando al tridente, anche in virtù dell’infortunio di Davide Gavazzi, bocciato il 4-4-2 in linea con Roberto Insigne e Pietro Visconti esterni di centrocampo, l’Avellino ha mostrato di sentirsi a proprio agio sul piano del gioco con l’impostazione tattica per la quale è stato allestito in sede di rinnovamento post Rastelli.

Marcolin collauderà il rombo nella seduta tattica a porte chiuse in programma nel pomeriggio al Partenio-Lombardi con il pensiero sempre fisso al miglioramento della fase difensiva che ha mostrato più di una crepa contro Latina e Pescara.

Apprensione per Frattali dopo le noie muscolari di ieri. L’estremo difensore biancoverde però non dovrebbe avere problemi a difendere la porta dei lupi al “Renato Curi”. Davanti a lui, a destra Pucino sostituirà Pisano arruolabile soltanto per la panchina, a sinistra tornerà Visconti, con Rea-Biraschi coppia centrale.

Nel rombo un paio di ballottaggi. Il primo per il ruolo di mezzala destra conteso da D’Angelo e Arini con il primo in vantaggio ed il secondo tra le linee dove Sbaffo insidia Insigne. Sul vertice basso, largo nuovamente a Paghera con Bastien a fare le veci di Gavazzi sull’interno sinistro. In avanti, Castaldo e Mokulu tessere di un mosaico già noto e che si propone di interrompere la striscia negativa di risultati.

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