Avellino, una fame da lupi: il calendario in un sol boccone

Avellino, una fame da lupi: il calendario in un sol boccone

14 Ottobre 2020

di Claudio De Vito. Superato a pieni voti l’esame di Palermo e smaltite le fatiche del “Barbera” con 48 ore di riposo, l’Avellino torna in campo per preparare i prossimi impegni condensati in pochi giorni. I lupi si sono ritrovati già stamani per la prima delle due sedute odierne al Partenio-Lombardi, dove lunedì sera arriverà la Juve Stabia per il posticipo della quinta giornata.

Il primo di quattro impegni tutti d’un fiato nell’arco di dieci giorni. 72 ore dopo il derby con le vespe – giovedì alle 20.45 – sarà la volta dell’esterna di Foggia, poi la Casertana domenica 25 ottobre alle 17.30 al Partenio-Lombardi che dulcis in fundo il 28 ottobre alle 15 ospiterà anche la prosecuzione della gara d’esordio mancata con la Turris. Per l’occasione l’Avellino dovrà fare a meno di Simone Ciancio, assente per squalifica quando il match fu sospeso al 9′, oltre a Luigi Silvestri, Andrea Errico (che potrebbe comunque essere ancora infortunato), Giuseppe Fella e Agostino Rizzo, non ancora tesserati all’epoca al pari del centrocampista corallino Simone Tascone.

Piero Braglia ci penserà a tempo debito, perché prima ci sarà da domare una Juve Stabia che ha ritrovato slancio grazie alla vittoria in rimonta al 93′ ai danni della Virtus Francavilla. Il tecnico toscano è un ex della sfida e sedeva sulla panchina gialloblu proprio nell’ultimo precedente tra le due formazioni, che tra l’altro si giocò proprio in notturna di lunedì. Era un posticipo del campionato di Serie B 2013/2014 – 17 novembre 2013 – che i lupi vinsero 2-1 con gol di Eros Schiavon e Luigi Castaldo balzando in testa alla classifica in coabitazione con Palermo ed Empoli.

Corsi e ricorsi storici di un appuntamento particolarmente sentito anche da Salvatore Di Somma, stabiese doc ed ex di turno nella triplice veste di calciatore, allenatore e direttore sportivo. Come prevedibile dopo l’espulsione del “Barbera” per proteste però, il giudice sportivo gli impedirà di essere a bordocampo sulla panchina aggiuntiva: per lui inibizione fino al 20 ottobre e 500 euro di ammenda. Una sofferenza per chi come lui è abituato a soffrire a stretto contatto con la squadra. Per una volta dovrà accontentarsi di arretrare di qualche metro alle spalle della panchina, in tribuna.

Quella tribuna che potrebbe accogliere un po’ di tifosi alla luce del nuovo Dpcm, che prevede l’ingresso allo stadio di un pubblico calibrato sul 15% della capienza e comunque non superiore alle 1000 unità. Le persone potranno essere accolte solo in settori dotati di posti numerati e sedute individuali, quest’ultime presenti soltanto nello spicchio centrale della Tribuna Montevergine del Partenio-Lombardi dotata di 250 posti, da dimezzare almeno per rispettare la distanza di un metro tra uno spettatore e l’altro.

Per uno scenario del genere è comunque necessario che la Regione Campania non si opponga alle disposizioni di carattere nazionale. “Sono in ogni caso fatte salve le ordinanze già adottate dalle Regioni e dalle Province Autonome” si legge infatti nel Dpcm del 13 ottobre in vigore per 30 giorni. In caso di riapertura, seppur parziale dello stadio, l’Avellino ha in mente di riservare un diritto di prelazione ai possessori di Fidelity Card Gold. Una decisione destinata a creare malcontento in un momento di massimo entusiasmo nella piazza. Circa 1000 finora i tifosi che hanno aderito alla campagna di fidelizzazione sottoscrivendo una tessera Silver o Gold.