Avellino Calcio – L’analisi: il 3-5-2 ripiego ‘doloroso’ ma necessario

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Claudio De Vito – “Il 3-5-2 in questo momento mi offre maggiori garanzie”. Le parole sul modulo di Domenico Toscano dopo il deludente pareggio con la Vultur Rionero risuonano ancora e alimentano dubbi tra i tifosi ogni giorno che passa sotto la calura di Ferragosto.

Lo si sapeva a monte che l’impostazione tattica con la mediana robusta avrebbe rappresentato l’alternativa naturale al 3-4-3, ma non si immaginava una sterzata così netta ad un mese dall’inizio dei lavori. Toscano non è un integralista, lo ha dimostrato nei suoi successi a Cosenza, Terni e Novara e ancora di più in questo precampionato con i lupi che a Lioni, a ranghi misti, hanno indossato i due abiti preferiti dal loro allenatore.

Lecite le prove e il ricredersi circa l’applicazione del 3-4-3 che evidentemente al momento non riesce per assenza di gamba e uomini, siano essi infortunati (ai box ci sono Paghera, Gavazzi, Jidayi e Migliorini) o ricercati sul mercato (per Lasik siamo alla stretta finale per l’acquisizione a titolo definitivo del cartellino dallo Slovan Bratislava).

Il problema però è che togliendo un attaccante vacillerebbe il castello offensivo edificato tra giugno e luglio con cinque barra sei attaccanti per due posti. Aspetto questo che non farebbe fare i salti di gioia alla dirigenza biancoverde che ha lavorato in stretta sintonia con Toscano in ottica 3-4-3.

I sacrificati sarebbero gli esterni se la linea fosse quella di Lioni con due punte di peso come Mokulu e Castaldo. In alternativa, giocherebbe una seconda punta con Verde a supporto del belga o del numero dieci. Valutazioni necessarie a meno di due settimane dall’inizio del campionato e con un solo test a disposizione (sabato con ogni probabilità contro il Cosenza al Partenio-Lombardi).

Questione tattica a parte, rispetto alla quale Toscano è apparso comunque sereno, c’è da sottolineare la scarsa preparazione del reparto arretrato che ancora manca dei giusti sincronismi. Biraschi attualmente è il leader con Gonzalez non ancora al top aspettando sia Jidayi che Migliorini. Rimandato Donkor che sabato ha spalancato le porte al pareggio della Vultur.

Corsie laterali in chiaroscuro. Asmah è cresciuto molto dall’inizio del ritiro e sarà lui il titolare a sinistra forte di corsa e propositività che spesso e volentieri lo portano sul fondo per il cross al centro. Da disciplinare i tempi della fase difensiva ma lo staff tecnico ci sta lavorando. A destra il punto interrogativo. Complici i vari infortuni in mezzo al campo, Toscano non è mai riuscito a trovare un punto di riferimento schierando sul lato in questione Gavazzi, Belloni, Donkor, Soumarè e D’Attilio.

In questo momento il prescelto è Belloni che però è costretto a gestire il non possesso col piede invertito e alla lunga questo fattore potrebbe rivelarsi una pecca nello scacchiere biancoverde (lui che di base è un esterno molto tecnico abituato a giocare in posizione avanzata), a maggior ragione se dovesse essere confermata la virata sul 3-5-2. Nel cuore del centrocampo, D’Angelo finora è apparso il più in palla con l’inesauribile Omeonga che si è proposto discretamente con le sue annunciate caratteristiche di rottura più che di costruzione.

L’attacco è costretto a specchiarsi nel rebus del momento legato all’atteggiamento tattico che tra l’altro a Bassano del Grappa ha vissuto una tappa intermedia con ben quattro attaccanti in campo contemporaneamente per una buona ora di gioco.

Verde falso nueve nel tridente come a Lioni può essere un’opzione in casi di emergenza (è accaduto anche al Crotone di Juric lo scorso anno quando Budimir era indisponibile), ma la soluzione più probabile nell’ottica di un 3-5-2 potrebbe essere quella che vedrebbe il fantasista di casa Roma agire accanto ad una prima punta.

E’ ancora tempo di esperimenti in casa biancoverde dove però almeno Toscano – rispetto a Tesser un anno fa – si è accorto per tempo dei limiti della propria rosa correlati all’attuazione del credo tattico ideato e cucito addosso a Castaldo e compagni.

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