Avellino Calcio – Addio alla Tim Cup: ora due giorni per meditare

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Claudio De Vito – Due giorni per riflettere e far tesoro degli errori. L’Avellino eliminato dalla Coppa Italia per mano del Bassano Virtus ha bisogno come il pane di fermarsi e analizzare con lucidità i motivi di un ko inatteso almeno nelle modalità. I lupi torneranno ad allenarsi mercoledì sul sintetico di San Michele di Serino con una doppia seduta di allenamento.

Intanto però il tempo delle prime valutazioni annunciato da Domenico Toscano alla vigilia è arrivato. Sul banco degli imputati è finito l’approccio alla gara dei lupi, troppo distratti al di là della pesantezza di gambe che non poteva mancare alla luce degli ingenti carichi di lavoro del ritiro di Sturno. In tal senso, il raddoppio avversario ad opera di Rantier ha procurato non poco imbarazzo allo stesso Toscano e ai calciatori biancoverdi per un gol che ha fatto il giro di mondo per la sua singolarità.

A livello tattico, si è visto un 3-4-3 ancora tutto da decifrare ma in tal senso le pesanti defezioni dei vari Jidayi, Paghera e Gavazzi, oltre a quelle di Belloni e Donkor ancora acciaccati, non possono essere trascurate. Non si tratta di tirar fuori attenuanti, ma è evidente che il centrocampo dell’Avellino non è quello visto ieri in terra veneta e non lo sarà in futuro anche in virtù dell’imminente arrivo di Richard Lasik, slovacco classe ’92 in uscita dallo Slovan Bratislava con un passato al Brescia.

E allora, una volta svuotata l’infermeria (per Paghera e Gavazzi sono previsti controlli a metà settimana, Jidayi sarà pronto per il campionato), Toscano potrà implementare la sua idea di mediana con Gavazzi largo a destra e Paghera (anche se Omeonga è apparso già in gran forma con una tenuta fisica invidiabile) con Lasik a far diga in mezzo.

Si attendono dunque tempi migliori sul fronte infortunati, anche se il rebus a sinistra c’è con un Visconti che ha palesato ancora una volta forti limiti nella fase difensiva. Da verificare allora la tenuta di Asmah, giunto in Irpinia come potenziale titolare sul lato di competenza.

Capitolo non possesso. Donkor era stato in un certo senso buon profeta la scorsa settimana quando aveva sottolineato il sacrificio di tutti in un modulo che Toscano interpreta con il coinvolgimento di più uomini possibili nella manovra d’attacco. E in questa direzione, l’Avellino è parso sin da subito squadra non ancora pronta prestando il fianco alle scorribande di un avversario che ha fatto il bello e il cattivo tempo sia per vie centrali che sulle fasce (soltanto nei primi dieci minuti, Frattali ha salvato tre volte, due su Falzerano e una su Rantier).

Attacco da rivedere sugli esterni dove Verde e Bidaoui, soprattutto quest’ultimo, si sono presentati all’appuntamento poco ispirati a sostegno di Castaldo e Mokulu. Le occasioni più nitide sono arrivate tutte nel secondo tempo, frutto di trame per lo più casuali e non dettate da un filo logico.

Tutto nella norma del periodo o quasi. A tre settimane dall’inizio del torneo, l’Avellino deve subito ritrovarsi per mostrare ai suoi tifosi il vero volto. Scuro quello di Toscano che con la sua onestà intellettuale non ha nascosto qualche preoccupazione. Sereno e razionale davanti ai microfoni, duro nello spogliatoio il cannibale. E’ ciò che serve all’Avellino per mandare giù l’amaro in coppa.

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