Avellino – Aurisicchio difende la Finanziaria: “accettabile”

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Avellino – Conti in grave dissesto; spesa pubblica fuori controllo ed in forte accrescimento; generale impoverimento del paese e crescita delle fasce di povertà; aumento delle disuguaglianze sociali; economia a crescita zero; perdita di quote di mercato in Europa e nel mondo. Parte da premesse grigie la politica di risanamento, equità e sviluppo pianificata dal centrosinistra attraverso la Finanziaria. O meglio ancora nasce da una manovra economica che vuole combattere “… i cinque anni di governo della destra che hanno lasciato il Paese in condizioni disastrose”. Il tutto illustrato questa mattina nel corso di una conferenza stampa promossa dalla Quercia irpina alla presenza dell’on. Raffaele Aurisicchio, di Giancarlo Giordano e Pucci Bruno. Mettere a posto i conti; sostenere i redditi più deboli; rimettere in moto l’economia avviando una nuova fase di sviluppo: tre formule che necessitano di una manovra di 33,4 miliardi di euro, la Finanziaria più ingente dopo quella di Amato nel ’92 (90mila miliardi di vecchie lire). Una manovra, inoltre, che contiene varie misure a favore del Mezzogiorno: cuneo fiscale più ampio; deduzioni per l’assunzione di manodopera femminile; credito d’imposta automatico e diretto a favore delle imprese che acquistano macchinari, impianti e attrezzature; fondo per le zone franche urbane per interventi da realizzare nelle aree degradate delle periferie cittadine; infrastrutture e un fondo per le aree sottoutilizzate che si aggiungono per i prossimi sette anni ai finanziamenti europei e che consentiranno investimenti di circa 150 miliardi di euro. Una illustrazione certosina per una Finanziaria “concreta e sintonizzata sui problemi del Paese”, frutto, peraltro, di “uno sforzo di coesione da parte della maggioranza governativa”. Aurisicchio non lascia margini di dubbio per quella che definisce una manovra “accettabile”: “La novità rispetto al passato c’è: il cambiamento di tendenza. E va tenuto nel giusto conto”. In ogni caso, con qualche piccolo sforzo ed una maggiore attenzione da parte di chi vanta una conoscenza tangibile delle questioni, il tutto può anche essere migliorato. Dieci emendamenti per raggiungere una relativa perfezione. Aurisicchio parte dall’art. 139 sugli interventi di ricostruzione dei territori colpiti dal terremoto: “Diritti consolidati dei cittadini da tenere nella giusta considerazione” attraverso “un contributo quindicennale di 30 milioni di euro ciascuno a decorrere dall’anno 2007, nonché due ulteriori contributi quindicennali di 30milioni di euro ciascuno a decorrere dagli anni 2008 e 2009”. Istituti zooprofilattici sperimentali: “Il fondo di dotazione degli stessi è incrementato di 30 milioni di euro per gli anni 2007 e 2008… Per l’attuazione è autorizzata la spesa di 30 milioni di euro annui a valere sul Fondo Sanitario Nazionale”. Enti irrigui: “Le funzioni espletate in precedenza dal Ministero all’Agricoltura ora passano alle Regioni Puglia e Basilicata. Un articolo in cui si dimentica di annoverare la Campania che più delle altre ha diritto ad avanzare il proprio ruolo”. Personale comandato presso gli uffici del Giudice di Pace: “… è ammesso presso i medesimi uffici in posizione di soprannumero rispetto alla Pianta Organica e nella stessa posizione economica”. “Un emendamento – ha sottolineato il diessino Aurisicchio – che non comporta aumento di spesa. Si prevede soltanto l’immissione in ruolo presso il Ministero di Giustizia che già oggi sostiene il costo di questi dipendenti”. Patti territoriali e Contratti d’Area: “Le risorse rinvenienti dalle revoche possono essere assegnate entro il 31 dicembre 2007 e non più 2006”. Istituti Autonomi Case Popolari: “L’aliquota Ici non può essere superiore a quella deliberata per la prima abitazione”. Sanità, un principio basilare: “Evitare che i danni prodotti da aziende insane si ripercuotano su quelle sane”. Camere di Commercio: “Una riduzione degli importi partendo dal presupposto che sono finanziate dalle aziende che ne prendono parte. Da qui la naturale esclusione dal Patto di stabilità”. Insomma, un ragionamento per rendere consci i cittadini su come si voglia rispondere “all’esigenza oggettiva di rilanciare i parametri di sviluppo”. Provare per credere? (di Manuela Di Pietro)

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