Avellino – Arriva l’osservatorio studentesco sugli stage

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Avellino – “Il lavoro è parte speciale di quelle condizioni indispensabili che una società veramente umana deve garantire perché ognuno possa non solo sopravvivere e vivere ma ancora di più realizzare se stesso.” La vita dell’uomo gira intorno al suo lavoro. Lo dimostra la storia e lo vediamo quotidianamente davanti ai nostri occhi, vivendolo sulla nostra pelle. Il lavoro è la fase centrale della nostra vita quella per cui siamo stati preparati precedentemente dalla scuola e di cui ne vediamo i frutti nella fase finale. Ma come si può far girare la propria vita intorno a un qualcosa che non conosciamo? In una sorta di regola del Menone c’è bisogno che si conoscano tutti i vari aspetti del “lavorare” prima di esserne completamente immersi e a volte imprigionati dentro. Questa pre-conoscenza non può non arrivare da un primo affacciarsi al così tanto decantato mondo del lavoro. E’ questo l’obbiettivo che si pongono gli stages formativi, fungendo da ponte di contatto tra la scuola e il lavoro. L’oltrepassare il sopracitato ponte è l’unica vera occasione per guardare al di là del fiume divisorio. Questo importante passaggio permette al giovane studente di entrare in un’ottica diversa spingendolo, difatti, fianco a fianco a persone da cui poter, metaforicamente parlando, rubare un po’ di esperienza. Visti gli inopinabili vantaggio che gli stages portano, in primis al singolo studente ma anche all’azienda di turno, sarebbe una forma di masochismo il non sfruttare a pieno il notevole potenziale che essi hanno. Si è, infatti, soliti vedere negli studenti in stage della semplice manodopera gratis di cui l’azienda si serve e getta via terminato il periodo, senza che quest’ultimo abbia lasciato nello studente un qualcosa di formativo. Spesso si riscontrano casi di studenti in stage che adempiono a compiti non propriamente destinati ad una crescita nell’ ambito del saper fare e che, in più, ritornando nelle loro scuole, si ritrovano con conoscenze mancanti dovuto proprio al periodo passato al di fuori della classe. Come se l’aggravante dei programmi non bastasse a scoraggiare buona parte degli studenti vi è anche un’influente di natura economica che ristringe l’opportunità degli stages a solo coloro che possono permetterselo. Non essendo un rapporto di lavoro non è previsto uno stipendio ma solo una rimborso “parziale” per le spese quali i trasporti o il vitto, rimborso che spesso non è neanche concesso. Gli studenti professionalizzanti si ritrovano così in mezzo al ponte, non essendo sotto la giurisdizione né dell’una né dell’altra parte. Ed ancora, l’esito dello stages come è oggi, è deciso da due tutor, uno interno, un docente della scuola, e uno esterno, un uomo dell’azienda che si è resa disponibile, entrambi però impossibilitati a dare un giudizio del tutto veritiero su tale periodo, in quanto il primo è impossibilitato ad essere presente per tutta la durata del corso di formazione, e il secondo in quanto non ha un vero e proprio interesse nella buona riuscita del tirocinio. Il giudizio uscente potrebbe essere in molti casi falsato e determinato da aspetti estranei al reale obbiettivo di tale esperienza. E’ impensabile che non ci sia ancora uno statuto che tuteli gli studenti in questa terra di mezzo. Proprio per cercare di sopperire a questo deficit e di colmare la lacuna esistente sta nascendo ad Avellino un’osservatorio sugli stages , per iniziativa dell’ Unione degli Studenti e del coordinamento delle scuole, che si pone come primo obbiettivo quello di raccogliere le testimonianze, le impressioni, e soprattutto le opinioni degli studenti che hanno già effettuato questa esperienza per proporre attraverso la loro analisi l’ attuazione di uno statuto delle studentesse e degli studenti in stage che ne garantisca i diritti. Solo partendo da un’analisi dettagliata dei giudizi formulati dai veri soggetti degli stages e una forte rivendicazione dei loro diritti si può arrivare ad una visione di essi come una vera e propria esperienza lavorativa aperta a tutti e a tutte e come un reale momento di formazione per ogni singola studentessa e studente.

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