Avellino, anche gli studenti in piazza contro la legge di Stabilità

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Avellino – Di seguito la nota a firma di Luca Cioffi, coordinatore provinciale dell’UdS: “Circa mille studenti quest’oggi sono scesi in piazza per le strade di Avellino, per opporsi ad una legge di Stabilità debole con i forti e forte con i deboli e per rivendicare il diritto ad una vita dignitosa. Prima di tutto quindi, sono scesi in piazza per il diritto alla vita: contro il biocidio e a sostegno di tutte le vertenze territoriali che si stanno combattendo in difesa del nostro territorio. Poi per la democrazia, per rivendicare spazi di confronto e di partecipazione, per far si che il territorio possa essere gestito davvero dai cittadini. Siamo in piazza anche perché vogliamo un welfare a misura di studente. I continui tagli hanno rovinato totalmente il nostro stato sociale: dai trasporti inesistenti alla sanità inefficiente – dichiara Luca Cioffi, coordinatore dell’Unione degli Studenti di Avellino – Siamo l’unico paese assieme alla Grecia che non ha forme di reddito e che si basa ancora su una forma di welfare familistica. Gli ulteriori tagli alle regioni previsti dalla Legge di Stabilità alle regioni renderanno ancora più complicata la situazione dell’Unico Campania e sarà sempre più difficile che la regione decida di finanziare la nostra legge regionale sul diritto allo studio, approvata nel 2005, ma mai realizzata”.

“Durante il corteo è stato calato uno striscione fuori la prefettura con scritto “Stabilità per pochi, precarietà per tutti”, per sottolineare l’ultimatum che gli studenti hanno portato quest’oggi in piazza al governo Letta. Il corteo si è concluso simbolicamente nello spiazzale antistante l’ex-cinema Eliseo, per tenere alta l’attenzione sul tema degli spazi di aggregazione in un luogo che ne ho ormai diventato simbolo, con un’assemblea degli studenti, che hanno promesso di non fermarsi qui, e domani saranno a Napoli alla manifestazione contro il biocidio e per la bonifica della terra dei fuochi. Abbiamo dimostrato che non sono gli studenti ad essere muti, ma la politica ad essere sorda”, conclude la nota.

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