Avella – Tre anni ed un mese di reclusione per incendio doloso e danneggiamento aggravato: questa la condanna inflitta ad A.G., il 30enne che nel 2008 diede alle fiamme l’archivio del comune di Avella. La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico presso il tribunale di Avellino, Matarazzo. Assolti invece per non aver commesso il fatto, altri 4 giovani indagati in seguito all’incendio: P.D., G.N., P.P. e S.R.
Era il 7 luglio, giorno della festa patronale, quando la cittadina di Avella fu coperta da una grossa nube di fumo che si sprigionava dall’archivio della casa comunale. I vigili del fuoco di Avellino impiegarono più di 3 ore per spegnere le fiamme che avevano avvolto un’area di circa 150 metri quadrati. Sul posto anche i carabinieri della Compagnia di Baiano che, dopo una prima ricostruzione dei fatti, scoprirono, sulla porta del comando della Polizia Municipale, una scritta inneggiante alle Br, con una stella a 5 punte dipinta con vernice rossa. Da questi primi elementi le indagini presero un preciso indirizzo avvalorato da ulteriori e successive circostanze. Qualche giorno dopo il rogo, qualcuno telefonò alla caserma dell’Arma di Avella, denunciando l’incendio della struttura che ospita i militari. Risaliti al numero da cui partì la telefonata, gli inquirenti misero in trappola il presunto piromane A.G., andato poi in giudizio con altri 4 ragazzi.
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