Autonomie locali – De Angelis: “Andare oltre la retorica dei costi”

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Avellino – Il disegno di legge approvato in via preliminare dal Governo in tema di autonomie locali dovrà ora passare al vaglio della Conferenza unificata per approdare poi in Parlamento. Nei 36 articoli che compongono il testo si parla delle funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane e si prevede una allocazione differenziate delle risorse.
“Un importante passo in avanti che supera il miopismo del passato”, secondo il capogruppo Adc in Provincia Carmine De Angelis, che ritiene tuttavia necessario che il percorso istituzionale venga accompagnato da un dibattito concreto. A parere di De Angelis la questione non può essere ridotta “ad un semplice riordino e contenimento della spesa pubblica” ma “il disegno di legge preliminare approvato dovrà rispettare e salvaguardare le competenze degli enti locali, ed in particolare il potere di autodeterminazione del proprio ordinamento e della propria organizzazione e la responsabilità di governo verso le proprie comunità.
Se l’obiettivo del Governo è quello di attribuire al sistema delle autonomie territoriali compiti e responsabilità, così da rendere efficace il governo a livello locale, tenendo conto di una marcata esigenza di dimagrimento del peso dello Stato sulla finanza pubblica, non mancano a nostro avviso osservazioni critiche.
Così come ha deliberato il Consiglio dei Ministri, il tema del costo della politica costituisce l’agenda primaria per una politica che guardi alle aspettative della popolazione e al contenimento degli sprechi, ma occorrerà rivedere in modo più oculato tale drastica riduzione, che al di là dell’indubbio beneficio alle casse dello Stato (in modi trionfalistici Calderoli parla di un risparmio di oltre 6 miliardi di euro) comporterebbe una riduzione degli enti intermedi e del personale senza alcun cenno al contestuale problema della loro riqualificazione.
Così anche una riduzione del numero dei componenti consiliari in seno ai Comuni e alle Province dovrà tener conto dei contestuali ambiti di rappresentanza dei collegi e della eterogeneità del territorio piuttosto che di un mero calcolo contabile. Un eventuale snellimento degli organi consiliari deve essere accompagnato dalla introduzione di procedure e strumenti più incisivi che rafforzano l’esercizio delle funzioni di indirizzo e controllo dell’organo consiliare.
Coerentemente con il dettato costituzionale, occorre perseverare nel coordinare e progettare insieme le proprie iniziative, ciascuno esercitando responsabilmente la propria autonomia in linea con i principi di differenziazione e sussidiarietà.
Siamo convinti che questa prima bozza governativa possa essere migliorata nel solco di una fattiva concertazione in sede di Conferenza delle Autonomie locali. Perché è proprio in questo rinnovato rapporto tra fonte di autonomia e norme di legge che risiede il cuore del nuovo assetto costituzionale, per quanto riguarda il regime di Comuni, Province e Città Metropolitane. Ripensare il sistema locale richiede l’esercizio di una responsabilità comune e di un disegno autonomistico che sappia responsabilizzare, rendere trasparente e efficiente la pubblica amministrazione, proprio perché l’autonomia non è un approdo ideologico del cambiamento, ma l’esercizio costante e coordinato di plurime responsabilità”.

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