Attività motoria nelle carceri, al via il progetto in Irpinia

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Avellino – Lo sport come pratica disciplinante, educazione alle regole ma anche e soprattutto come strumento di valorizzazione di sé, di socializzazione e di autostima. E’ questo l’obiettivo del protocollo di intesa siglato dal Coni di Avellino con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Regionale della Campania, con la supervisione del Coni Campania, teso a promuovere e organizzare una serie di attività sportive presso gli Istituti Penitenziari dell’Irpinia.
Il progetto è stato presentato in mattinata in una conferenza stampa che ha visto partecipi il numero uno del Coni regionale, Cosimo Sibilia, con il referente provinciale Giuseppe Saviano, Claudio Flores (dirigente provveditorato regionale amministrazione penitenziaria della Campania e direttore ufficio detenuti), Gianfranco Marcello (Direttore della Casa Circondariale di Ariano Irpino) e Amelia Cirillo (funzionaria del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà).

“Le attività – ha spigato Saviano – saranno svolte da docenti di Scienze Motorie e Tecnici Federali che hanno dato la loro adesione a svolgere gratuitamente un programma a sostegno del progetto, rivolto sia alla sezione maschile che a quella femminile degli Istituti Penitenziari”.

“L’iniziativa – ha continuato Flores – si inserisce nel contesto di una strategia generale dell’Amministrazione Penitenziaria, volta al reinserimento totale e ad un miglioramento della qualità della vita penitenziaria. Il progetto si occupa di coordinare attività presso le strutture penitenziarie della provincia, per promuovere salute e benessere grazie ai benefici dell’attività fisica collaborando ad un processo di ri-educazione attraverso le discipline sportive”.

Così, infine, il direttore Marcello: “Si tratta di una importante attività volta a promuovere l’educazione corporea e motoria per l’affermazione di abitudini sane nella quotidianità carceraria, dell’uscita dal sedentarismo, della consapevolezza della salute psicofisica, del recupero dello schema corporeo, della valorizzazione espressiva e comunicativa del corpo stesso. Altresì – ha specificato Marcello – si valorizza la dimensione ludica come opportunità di socialità e di allentamento delle tensioni prodotte dalla condizione detentiva”.

Grande l’impegno, sottolineato anche tra i presenti in sala, del Coni Campania che attraverso il suo massimo esponente Sibilia ha concretizzato, tra le prime regioni in Italia, la firma sul protocollo d’intesa.

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