Attentato a Parigi, il dolore ed il cordoglio sui social avellinesi

Attentato a Parigi, il dolore ed il cordoglio sui social avellinesi

14 Novembre 2015

Parigi è sotto attacco. Almeno sei sparatorie e tre esplosioni. Sette luoghi colpiti: stadio, teatro, ristoranti. Quasi in contemporanea. Oltre 120 morti, tra cui alcuni assalitori, e quasi 200 feriti, alcuni dei quali in condizioni disperate. Nella sala concerti Bataclan i terroristi hanno preso in ostaggio centinaia di persone: molti liberati, molti altri uccisi, quasi 120. Numeri che necessitano conferme.  Ed è un attacco terroristico di matrice islamica senza precedenti in Europa.

“E’ l’11 settembre della Francia” ha rivendicato l’Isis in Rete, rilanciando la sfida: “Ora tocca a Roma, Londra e Washington”. Lo stadio, il teatro, i ristoranti: colpiti i simboli delle libertà e della cultura occidentali, come simbolo della libertà d’espressione era la satira di Charlie Hebdo. Drammatica la cronaca degli attentati in simultanea.

Migliaia i commenti che esprimono dolore e cordoglio sui social avellinesi.

“Siamo tutti colpevoli – scrive Maicol – Quello che è successo a Parigi e che succede ogni giorno nel mondo è colpa della nostra ignoranza, della nostra indifferenza, del nostro egoismo. Ci svegliamo soltanto quando ci sono i morti di un certo colore, di una certa razza, di una certa religione, poi torniamo a dormire un sonno profondo”.

“Esiste un concetto molto semplice ma nello stesso tempo molto articolato. Imprevedibilità. Imprevedibilità di azioni,di situazioni,di sentimenti e di gestualità. Per quanto la tecnologia possa entrare ovunque nulla può contro menti umane che inneggiando un Dio aberrante uccidono innocenti in una tranquilla sera Parigina. Prevenire una mente diabolica è molto difficile ma limitarla forse può essere più intelligente. Con questi popoli non esiste diplomazia né tanto meno dialogo. A mali estremi estremi rimedi.” – inveisce Giuseppe.

Samuele chiede un intervento alla politica:

“Non è difficile da capire. È successo tutto ciò a Parigi per due principali motivazioni: Parigi è storicamente il maggior centro culturale d’Europa e simbolo della belle epoque tanto osannata dagli occidentali, patria di filosofi liberali e illuminati. E poi la Francia è nel cuore dell’Europa, perciò il messaggio è ‘colpire al vostro cuore quando ci pare’. Ora, cari politici, meditiamo sul da farsi”.

“Ignobile è chi vuole strumentalizzare l’accaduto di ieri per lanciare il grido accusatorio contro tutti i musulmani, ma è altrettanto ignobile chi non vuol vedere e spara sciocchezze da complottista. – rivendica Assunta sul proprio profilo.

“Questo è soltanto il momento del dolore” – dichiara Marco.

Mentre questo è ciò che ho postato io:

“Le domande che mi faccio sono sempre le stesse. Chi li ha armati? Possibile che una fittissima rete di intelligence di uno stato sovrano europeo nel 2015 permetta che un plotone di uomini a cui sin da piccoli hanno applicato un lavaggio del cervello possa mettere a ferro e fuoco Parigi? Possibile che questi attentati accadano soltanto prima di un’annunciata azione militare che farà ricca l’ industria della guerra? Solo domande con risposte che avremo fra qualche anno o forse mai. Intanto osserviamo la morte da fuori e cominciamo a prendercela con chi non c’entra niente, incentivando l’odio con la stupidità. Cordoglio per queste vittime innocenti. E questo è quanto.”

 

*Foto da repubblica.it

 


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