“Dicono che la vita si sia allungata e allora perché si accorcia, viene troncata, nemmeno a metà del cammino, per quelli che dovrebbero goderne più a lungo? Sarà anche vero che la morte livella, mette tutti sullo stesso piano, ma questo dopo. Prima, quando arriva non è uguale per tutti perché se se ne va uno come Lello è uno sberleffo, un’ingiustizia, un dispetto. E’ inaccettabile.
Irrompono frammenti: eravamo tu, io e il Maschio Angioino 25 anni fa, poi eravamo rimasti io e il Maschio e me lo ricordavi con un misto di rabbia e di stima. Ancora dopo capitolai anch’io; non c’era più ragione per impettirsi e anche gli ultimi sprazzi di un maschilismo mai becero, diluirono. Si era complici senza bisogno di grandi spiegazioni, per affinità.
Avevamo in sospeso da qualche anno l’ultimo poker. L’ultimo tuo bluff è stato quello più amaro, irricevibile, ti sei concesso la mano definitiva.
Ciao, inizia a buttare le carte, non cerco rivincite, cerco l’amico di sempre”.
Gianni Porcelli
Redazione Irpinia
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