Atripalda-Parziale: “Piazza Umberto I non sarà pronta entro Natale”

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Atripalda – Duemiladiciannove: sarebbe questa la data di scadenza per saldare i debiti amministrativi. La cifra complessiva, che si aggirerebbe intorno ai 10 milioni di euro, è il ‘frutto’ raccolto dalle scorse amministrazioni e che la gestione Rega “…non ha saputo estinguere nonostante la politica del risparmio”. Ancora una volta è il consigliere di opposizione in quota Udc Luigi Parziale che incalza: “Abbiamo quasi 100 euro di debito per ogni ora del giorno per un totale di 1170 euro quotidiane da versare al 50 per cento in quote capitali e 50 per cento in interessi. Parte di questo credito è rappresentato dalle spese legali che si aggirano intorno al miliardo delle vecchie lire”. Insomma, non sembrerebbe rosea la condizione economica della cittadina della Valle del Sabato ma nonostante tutto un frizzante clima si respira in vista delle festività natalizie. Mentre Associa è a lavoro per la messa in opera di molte iniziative, resta la conclusione dei lavori in piazza Umberto I il regalo più atteso. “La ditta appaltatrice – continua Parziale – ha assicurato che entro l’8 dicembre il maxi cantiere sarà ultimato. Ma sono molto scettico…questo sarà un Natale per tutti gli atripaldesi all’insegna delle transenne e dei disagi per i pedoni e gli automobilisti. Un insuccesso per la pianificazione delle opere pubbliche programmata dall’amministrazione Rega. Piazza Umberto I non sarà mai il ‘salotto’ cittadino di un tempo a causa della nuova progettazione e della suddivisione delle aree”. Intanto avanza un nuovo grattacapo per la numero uno ed il suo parlamentino: l’utilizzo dell’ex Cinema Ideal. Di proprietà di circa 40 eredi, la struttura che domina il cuore pulsante di Atripalda è attualmente in disuso e in condizioni fatiscenti. Nessun’altro utilizzo può esser messo in pratica a causa di una delibera del 1952 che adibisce l’edificio esclusivamente alle proiezioni cinematografiche. “L’ex Cinema Ideal – continua l’esponente dell’Udc – rappresenta un po’ di storia sociale di Atripalda. Il Comune non può sostenere l’acquisto dell’immobile, ma sarebbe giusto, nel contesto in cui è situato, provvedere ad una sistemazione almeno esterna per non far ‘sfigurare’ piazza Umberto I. Insomma, la visibilità di una comunità passa anche attraverso la manutenzione ordinaria e la custodia del suo patrimonio”. (mar.ma)

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