Atripalda – Drammi umani, Spiniello (Prc) lancia S.O.S. al sindaco

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Atripalda – Neanche la notizia sconvolgente della morte di un uomo, una morte violenta come può essere un suicidio, un’impiccagione quella perpetuata da Mario, sembra aver scosso più di tanto questa calda, secca, apatica, comatosa estate atripaldese. Un giudizio senz’altro severo, ma realistico. Così Cinzia Spiniello, della segreteria provinciale Prc e responsabile delle questioni sociali. “Ieri si sono svolti i funerali, sicuramente c’erano molti a testimoniare con la loro presenza lo sconcerto, la tristezza, la paura, l’incapacità all’azione, ma non tanti, non tutti, non abbastanza. Non si può considerare privata una morte, che per molti versi sembrava essere annunciata poiché Mario aveva già tentato in un passato non troppo lontano di togliersi la vita. Il parroco dall’altare ha pronunciato poche ma efficaci parole, non serve essere credenti per condividerle: “nessuno può giudicare alcuno se non se stesso, la vita di ognuno non avrebbe nessun senso se non fosse rivolta con lo sguardo all’indietro, a chi è in difficoltà, a chi soffre, ma la nostra società è malata d’indifferenza”. Nessuno si senta assolto, siamo tutti coinvolti direbbe Fabrizio De Andrè. Mario era molto conosciuto nel paese, in giro dal mattino presto a smaltire la sua solitudine per le vie di Atripalda in quella ora ancora disabitate. I giornali sono stati inclementi, ma spesso le notizie di cronaca lo sono, riportando probabilmente i luoghi comuni relativi alla sua personalità, le voci circolanti nel paese, senza conoscere evidentemente tutto quello che può racchiudere nel suo essere una vita umana. Mario era un uomo buono, che si rivolgeva con rispetto, educazione ed affetto a chi si rivolgeva a lui con rispetto, educazione ed affetto. Non commettiamo l’errore di liquidare l’ennesimo suicidio verificatosi in questa provincia, parlando di depressione, un termine troppo abusato che può voler significare tanto e niente, credo che mario soffrisse al contrario di solitudine, quella bieca e cieca che ti attanaglia, che ti fa sentire così solo anche in mezzo alla gente. Forse i suoi tentativi di suicidio, potevano essere una richiesta d’aiuto gridata a gran voce, alla quale non abbiamo saputo rispondere. Chi doveva farsi carico di raccogliere questi s.o.s ? Tutti. La morte di Mario deve scuotere una comunità, deve indurre ad una riflessione collettiva, a cui nessuno si può sottrarre, non stendiamo un velo su questa morte, non rassegnamoci facilmente, mostriamo il coraggio di fare qualcosa per lui almeno ora, oserei dire: facciamo in modo che non succeda ancora che l’indifferenza prenda il soppravvento sulle nostre coscienze. Chiedo al sindaco dott. Aldo Laurenzano di farsi carico di convocare un Consiglio Comunale aperto. (di Italia Manzione)

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