Atripalda, convegno: “Cultura della non violenza”

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Ad Atripalda Sabato 14 dicembre alle 17:30 presso la Chiesa di San Nicola da Tolentino in Piazza Vittorio Veneto, si terrà il convegno: “Cultura della non violenza”, Organizzato dalla Confraternita di Santa Monica, Pax Christi, e Irpinia Insieme, durante la serata si presenteranno i libri di Maria Ronca “Quello che lo specchio non riflette” e di Sofia Iacobucci “Rifioriranno le viole”. Due libri che parlano di violenza, di voglia di rinascere e di riscatto ove troviamo forza e senso, ove donne rinate parlano ad altre donne per evitare altri drammi, altri dolori. Due libri diversi, uno di poesia l’altro un saggio, ma entrambi con un unico scopo diffondere la cultura della non violenza. “Quello che lo specchio non riflette” raccoglie dodici storie di donne che sono divenute testimonianze vive per dare speranza e voce a chi, per anni ha subito la violenza passivamente ma, che oggi, può raccontare ed essere da esempio per altre donne e un invito ad uscire allo scoperto e denunciare i propri aguzzini. “Rifioriranno le viole” è una raccolta di liriche dedicate alla donna; la Poesia vista come Ribellione, Denuncia di violenze Disumane che si consumano ogni giorno, Espressione di Pura Libertà Interiore, Comunicazione Universale e Umana Solidarietà, Vita ed Emozione. Saranno presenti: Paolo Spagnuolo Sindaco di Atripalda, Giovanni Iannaccone Priore Confraternita di Santa Monica, Ugo Marconi Relatore, Giuseppe Barra Presidente del Centro Culturale Studi Storici – “Il Saggio” di Eboli, Angela Furcas Critica letteraria, Lucia Gaeta Poetessa e le Conclusioni saranno affidate a Domenica Lomazzo, Consigliera di P.O. della Provincia di Avellino. Modera il convegno il giornalista Fiore Carullo. A conclusione della serata sarà proiettato il cortometraggio “Dentro la notizia” realizzato da Maria Ronca, che invita ad uscire dalla violenza e a rompere il silenzio. Un invito a diffondere la cultura della non violenza. Con la speranza di essere, è vero solo un granello nell’oceano, ma di essere, ognuno nel suo piccolo e secondo il proprio ruolo, partecipe e portatore/portatrice di questa nuova cultura.

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