Atripalda apre le porte alla personale di Bianca Maria Sarno

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Una mostra di alto spessore sarà inaugurata ad Atripalda, presso la Dogana dei Grani. Si tratta della personale di Bianca Maria Sarno che aprirà al pubblico dal 22 novembre al 5 dicembre. La formazione di Bianca Maria Sarno e il suo avvio alla pittura si realizzano a Roma fra gli anni Sessanta e Settanta quando in un ambiente ricco di stimoli e di incontri, ha l’occasione di frequentare Monachesi, Gentilizi, Maccari, Guttuso. Ma fin dalle prime opere,sviluppa la sua creatività in una totale autonomia coloristica e tematica dando vita a forme artistiche spontanee, istintive e autenticamente ingenue. Il suo stile indipendente, libero da qualsiasi suggerimento accademico, si manifesta subito in un Paesaggio sotto la neve del 1969, in un olio su tela i cui contenuti e le cui forme inconfondibili, saranno costanti anche nelle opere successive. Due alberi spogli fanno da quinte ad un paesaggio coperto di neve da cui spuntano, in una descrizione minuziosa, figure che lavorano, tetti e campanili di un piccolo paese ai piedi di montagne innevate, staccionate che definiscono sentieri invisibili lungo i quali avanza un uomo a dorso di un asino. I colori sono illuminati dalla luce del sogno e nulla concedono al chiaro-scuro. Si potrebbe definire, quella di Bianca Maria Sarno, una pittura senza ombre. Sia da un punto di vista psicologico, sia da un punto di vista tecnico. La prima circostanza è giustificata dall’evidenziarsi dei ricordi dell’infanzia, dei sogni, dei paesaggi accesi di piante e fiori, del lavoro dei campi, immersi tutti in una felicità quasi edenica e in una assoluta sintonia con la natura. La seconda, invece, si affida alla assenza delle sfumature ed a una luce vittoriosa su quelle ombre malinconiche ed inquietanti che tanta parte hanno avuto nella pittura delle avanguardie novecentesche. Nei suoi quadri, le immagini limpide come in una favola parlano un linguaggio lirico, originale, “naif” che questa pittrice autodidatta, di grande talento, realizza senza emulare nessun pittore di correnti riconosciute e senza lasciarsi minimamente influenzare dalle mode del momento. I luoghi in cui la vita l’ha guidata, dalla nativa Irpinia a Seattle, da Roma dove abita, all’amatissima isola d’Elba che la vede trascorrere l’estate in una villa a picco sul mare, le suggeriscono continui spunti pittorici per le sue fantasie formali. Papaveri, fiordalisi, spighe di grano e girasoli, barche a vela al largo delle coste amalfitane e di quelle elbane, composizione di margherite e di rose, ciuffi di bacche e mazzi di peperoncini, sono realizzati con colori vividi e smaltati che contribuiscono a dare senso di dimensione favolistica che evidentemente è presente – per chi riesce ad avvertirla anche nel mondo naturalistico. Grande cura viene data dalla pittrice anche all’organizzazione del suo lavoro: alla presentazione della tela ed ai suoi interventi tecnici che predispongono la superficie alla stesura finale dei colori con un fissante che dà luce e brillantezza. Procede attenta a mescolare gli impasti per la base, disponendo il colore fra venature e differenti spessori suscitando in tal modo effetti quasi tridimensionali: altre volte i risultati finali sono quelli del mosaico, altre volte ancora quelli di superfici perfettamente uniformi. Attenta a narrare la gioia e l’armonia della nature, Bianca Maria Sarno esclude l’uomo e le sue inquietudini: se a volte si profilano delle figurine, esse non fanno parte di una narrazione ma sono inserite accanto a casolari o intente al lavoro in mezzo ai campi come piccole apparizioni simili più a spaventapasseri colorati che ad esseri umani che potrebbero, con la loro presenza, turbare la gioia dell’equilibrio naturale.

Programma:
Sabato 22 novembre
Palazzo Civico – ore 10,30: incontro con Bianca Maria Sarno – pittrice
Luisella Bernardini – critico d’arte
Inaugurazione
Sabato 22 novembre – ore 17,30
Dogana dei Grani – Piazza Umberto I

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