Ato: nasce l’unità di crisi per fronteggiare l’emergenza siccità

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Avellino – Una unità di crisi per fronteggiare l’eventuale siccità ed i conseguenti problemi di mancanza di acqua. E’ così che l’Ato 1, di comune accordo con gli enti gestori delle province di Avellino e Benevento, intende rispondere alla probabile emergenza, stabilendo che da giugno si insedierà il nuovo organismo presso l’Ente d’Ambito. A tal proposito, nell’incontro svoltosi in mattinata presso la sede d’ambito, sono state concordate iniziative da tenersi sul territorio, tra cui una vasta campagna di sensibilizzazione, attraverso spot televisivi, manifesti e brochure. Tutti i dettagli della costituenda unità di crisi saranno illustrati lunedì 7 maggio, alle ore 11, nel corso di una conferenza stampa che il presidente dell’Ato 1, l’onorevole Pasquale Giuditta, terrà nella sede dell’Ente. Alla riunione di questa mattina hanno partecipato l’ingegnere Raffaella Gonnella per l’Ato Calore Irpino, l’ingegnere Michele Angiuli ed il geometra Angelo Chirico per l’Acquedotto Pugliese, l’ingegnere Eduardo Di Gennaro per Alto Calore Servizi, il geometra Coletta per il Cabib, l’ingegnere Pasquale Schiavo per la Gesesa di Benevento e l’ingegnere Di Trapani per l’Ente Irrigazione Diga di Conza della Campania. “Lo stato di emergenza per la carenza d’acqua – ha spiegato l’on. pasquale Giuditta – deve essere dichiarato anche nel Mezzogiorni d’Italia. Non si possono dimenticare le condizioni in cui versano molti acquedotti del meridione. Ci troviamo di fronte ad una situazione che rischia di avere forti ripercussioni sull’agricoltura in particolare ma anche sull’intera produzione in generale. Per questi motivi chiedo che il cosiddetto ‘tesoretto’ sia destinato anche alla riduzione delle tariffe sull’acqua per le famiglie più povere. L’acqua è un bene essenziale e non bisogna attendere i mesi più caldi per intervenire. Sarebbe dunque utile mettere in campo un piano d’azione ed intervenire sui costi dell’acqua che gravano sui cittadini stabilendo che i nuclei familiari meno abbienti possano usufruire di tariffe particolarmente agevolate o addirittura che ne siano esentati. Inoltre sarebbe importante creare un fondo nazionale per risanare gli acquedotti che versano in condizioni peggiori rispetto ad altri”.

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