Ato – I dubbi di Forza Italia: “Cda incompleto, situazione delicata”

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Avellino – Sul caso ATO interviene il coordinamento provinciale di Forza Italia di Avellino. Nella nota degli azzurri, si esprimono alcune perplessità sulla mancata elezione di alcuni membri del C.d.A. – ancora incompleto dopo la nota sentenza del Consiglio di Stato che ha determinato la necessaria presenza di un membro di Ariano Irpino – e sulla mancata individuazione del gestore. Sul primo punto, – il Cda da integrare – per Forza Italia è strana l’attesa del “parere dell’Avvocatura della Regione Campania e non ottemperare a quanto disposto dal Consiglio di Stato”. Relativamente all’individuazione del gestore unico, per Forza Italia sono state “ridimensionate” “le dichiarazioni del presidente Giuditta sull’’affidamento del servizio idrico che dovrà essere completato entro il 31 dicembre, dopo le dichiarazioni dell’esponente del “Forum italiano dei movimenti per l’acqua” Salvatore Carnevale che ha spiegato all’assemblea la non praticabilità giuridica della proposta avanzata dallo stesso Giuditta”. Esiste il rischio- continua il documento di Forza Italia – della “palese perdita dei fondi europei, che saranno destinati solo agli ATO che avranno individuato il gestore entro la fine dell’anno. E la situazione è tanto più grave se si pensa che il C.d.A dell’ATO è incompleto e che l’ente è privo sia dell’Organo Tecnico che del Direttore Generale, che mai sono stati nominati secondo quanto disposto dallo Statuto e che sono determinanti per la formulazione della gara stessa”. In sintesi per gli azzurri, esiste una situazione di estrema fragilità amministrativa se si considerano le elezioni del “Presidente dell’Assemblea Pepe che stato nominato con una stranissima votazione in cui non venne raggiunto il quorum previsto dallo Statuto e la stessa elezione del Presidente Giuditta avvenuta con il voto favorevole di 4 membri ( Giuditta + 3 ) sui 7 componenti il C.d.A. E ben due dei quattro membri che votarono il Presidente sono stati poi dichiarati decaduti dal Consiglio di Stato”.

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