Ato – Giuditta: “Non privatizzeremo. Costruiremo un equilibrio”

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Avellino – Gestione del servizio idrico e trasferimenti delle risorse: due temi caldi che hanno visto protagonista il bene acqua nell’incontro dibattito promosso dall’Ato al Victor Hugo. Assente la Cdl, come preannunciato. E sulla questione, l’eco generale è stata all’unisono: “Gli assenti non hanno ragione”. Ma si scivola subito sugli argomenti in agenda. Al tavolo: il presidente dell’Ente d’Ambito, on. Pasquale Giuditta, i sindaci di Avellino e Benevento, Giuseppe Galasso e Fausto Pepe, il primo cittadino di Flumeri e vice presidente assemblea Gaetano Sinibaldo Di Paola, ancora Giandonato Giordano e Bruno Fierro. Tra il pubblico: gli onorevoli Raffaele Aurisicchio e Massimiliano Caruso, il presidente Alto Calore Servizi, Iannicelli, i segretari Festa e Cutillo, i segretari di partito Carmine Russo, Gianluca Festa, Generoso Bruno, per la Margherita Enza Ambrosone e Giuseppe De Mita, numerosi sindaci e amministratori. Al centro, i due problemi del momento: Pavoncelli bis e gestore unico. “Non siamo contro – spiega Giuditta sul primo punto – ma con forza diciamo che prima bisogna stabilire il bilancio idrico. Chiediamo, anche per la garanzia della Puglia, di sospendere i lavori e stabilire invece l’analisi necessaria. Poi, se esistono le condizioni, si realizzerà l’opera”. Ma nel mirino del deputato Udeur c’è un altro interlocutore: “Occorre una grande assunzione di responsabilità da parte della Regione Campania che non è stata accanto al territorio come doveva”. Di qui l’invito: “Chiediamo di esserci vicini per creare condizioni di garanzia”. Subito dopo l’assemblea, la richiesta del numero uno Ato, come spiega, sarà quella di convocare un incontro mirato con Bassolino e Vendola ad Avellino. L’obiettivo: “Dire ai cittadini se vogliono tutelare il territorio … o la sua degenerazione”, continua Giuditta. Altro punto di chiarimento, l’accordo di programma: “Siamo stati convocati mercoledì prossimo al Ministero dell’Ambiente. Il vero problema è che mentre la Puglia ha immaginato opere strategiche, la Regione Campania il ciclo delle acque non l’ha tenuto presente nella Legge Obiettivo. E intanto siamo quasi al rischio ambientale. Noi che possediamo il bacino imbrifero più importante del Mezzogiorno. Occorrono interventi, come nella Piana del Dragone. Per questo, nell’accordo di programma, Governo e Regione Campania devono riconoscere interventi strategici per il nostro territorio”.
L’attenzione passa poi al secondo punto: gestione delle acque. Il messaggio di Giuditta è inequivocabile: “Abbiamo già deciso di non voler privatizzare con atto deliberativo all’unanimità. Ora bisogna ragionare sulle alternative”. “Stiamo lavorando per dare garanzie al pubblico”. E ancora: “Per arrivare al gestore unico occorrono preparazioni”. Ma stabilire un equilibrio in un Ato formato da 195 comuni e due province, Benevento e Avellino, tra l’altro con diverse realtà di gestione, non è cosa facile. Tuttavia: “Non possiamo dividere l’Ato – dichiara Giuditta – dobbiamo creare le condizioni necessarie perché l’unicità ci fa abbassare la tariffa e migliorare la qualità dell’acqua”. Dunque: “Occorre un percorso amministrativo condiviso e rapido per non perdere i fondi europei. Non c’è più spazio per dividerci. Non c’è polemica, nulla di precostituito. Dobbiamo solo costruire il modello più equilibrato per il pubblico”. In gestione alla Gesesa fino al 2022, società a prevalenza privata, la provincia di Benevento, rappresentata dalla fascia tricolore Pepe, non può che scartare la soluzione cento per cento pubblico. Ma nella mista Benevento potrebbe esserci. Rivendicando però due priorità: “La salvaguardia delle tariffe (le più basse al momento) e la pari dignità territoriale”, spiega Pepe. A dare man forte all’indirizzo di un percorso comune è anche Galasso, che torna alla questione Cdl: “Non può essere una giustificazione la diversa appartenenza politica o qualche posizione diversa. Non si possono strumentalizzare questi problemi”. (di Antonietta Miceli)

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