Ato, Giuditta a D’Alessandro: “Dichiarazioni capziose”

24 Settembre 2005

Si scioglieranno martedì prossimo i nodi sul futuro dell’Ato. La sentenza del Consiglio di Stato, in un modo o nell’altro, detterà le condizioni per la ripresa delle attività dell’Ente. Ripresa che prima di tutto è sinonimo di chiarimento: “E’ tempo di assumere un comportamento responsabile nei confronti di un settore così delicato per i destini delle nostre province e dell’intero territorio – precisa il Presidente dell’Ato, Pasquale Giuditta – La convocazione dell’Assemblea dei Sindaci, andata deserta, non deve rappresentare il capro espiatorio per accuse inconsistenti. In vista c’è una scadenza e i sindaci hanno ritenuto opportuno discuterne dopo, per una maggiore chiarezza”. E il numero uno dell’Ente d’Ambito ‘Calore Irpino’ non sembra voler risparmiare le ‘dovute’ precisazioni. Prima fra tutte, la presunta ‘inattività’ dell’Ente. “Il nuovo Consiglio di Amministrazione si è insediato con tutte le difficoltà del caso. Solo i ricorsi presentati hanno compromesso la celerità degli interventi. A tale proposito stiamo procedendo ad istruire una proposta che deve tentare di affrontare definitivamente i problemi”. Due in particolare: l’affidamento del gestore e l’aspetto programmatico. “Siamo in ritardo – continua Giuditta – e ci preme, attacchi permettendo, risolvere le questioni più importanti”. Il riferimento è chiaro. Le dichiarazioni del primo cittadino di Benevento, Sandro D’Alessandro, ancora non sono state digerite. “Mi sorprendono le affermazioni di D’Alessandro: chiede spiegazioni sul futuro dell’Ato, additando a me responsabilità, dopo soli due mesi di presidenza. Sarebbe stato più semplice averle, in quattro anni, dal suo delegato”. Affondi pesanti che si concludono con una precisazione: “Il sindaco di Benevento è preoccupato per le sorti dell’Ente… io lo sono più di lui. Basta con le dichiarazioni capziose”. Insomma, bando alle chiacchiere, il Presidente dell’Ato preme per una risoluzione imminente delle questioni più urgenti: la ridefinizione del piano d’ambito, la conclusione della disputa con la Puglia e il napoletano tramite il trasferimento delle acque e l’avvio delle procedure per l’affidamento. Tre aspetti che dovranno essere sottoposti all’attenzione dell’Assemblea dei sindaci. Un passaggio che non può non prescindere dalla volontà unanime di definire, in modo equilibrato e concertato, le tappe del nuovo percorso operativo dell’Ente. (di Marianna Morante)


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