Avellino – L’assemblea dei sindaci dell’Ato Calore Irpino, convocata questa mattina per eleggere il nuovo consiglio di amministrazione, si è trovata nell’impossibilità di procedere. Il tutto a causa di ‘cavilli burocratici’.
L’eccesso di legislazione e di politicizzazione paralizza il funzionamento di molti enti. E l’Ato Calore Irpino ne è l’esempio eclatante. L’ente nato con lo scopo di regolarizzare e razionalizzare il ciclo integrato della acque in Irpinia e nel Sannio, vede la sua attività completamente bloccata. Il governo Prodi aveva deciso, per ridurre i costi della politica, di sopprimere gli enti d’ambio e passarne le competenze alle Regioni. La regione Campania però ha deciso di tenerli ugualmente in vita e provincializzarli. La decisione dovrebbe giungere da Palazzo Santa Lucia la settimana prossima ma intanto, da diverso tempo l’attuale Cda è dimezzato in seguito alle dimissioni rassegnate dal presidente Pasquale Giuditta. L’assemblea inoltre non ha proceduto alla nomina dei membri di Ariano Irpino e del comune di Avellino. Sembra tuttavia che saranno due gli esponenti che rappresenteranno i comuni al di sotto dei 20mila abitanti mentre uno soltanto per quelli al di sopra. (di Antonio Pirolo)
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